Sarebbe morto per le ferite causate dall'impatto con l'auto: questo quanto emerso secondo le prime indiscrezioni trapelate dopo l'autopsia effettuata sull'ambulante Mohamed El Asyly, il sessantaduenne venditore ambulante, trovato lunedì mattina cadavere all'interno di un fosso lungo la Casilina a Castrocielo. Per l'uomo alla guida, un cinquantatreenne di Aquino, l'accusa resta quella di omicidio stradale perché non si è fermato a soccorrerela vittima. Era stata una giornata di ricerche. L'uomo era stato rintracciato nel pomeriggio di lunedì presso la sua abitazione dopo che i militari avevano appurato che fosse lui alla guida di quell'Alfa 146, di proprietà però del padre.

Infatti, per i carabinieri della Compagnia di Pontecorvo, agli ordini del capitano Tamara Nicolai, il cinquantatreenne domenica sera intorno alle 18 aveva urtato con la sua auto il venditore ambulante proseguendo la propria corsa. Il cadavere dell'uomo era stato ritrovato solo il giorno dopo dentrouna cunetta,immerso nell'acqua. L'indagato, tramite il suo avvocato di fiducia Giacomo Delli Colli, aveva fatto sapere di non essersi accorto di nulla anche perché pioveva. All'aquinate sono stati revocati i domiciliari ma con l'obbligo di firma alla polizia giudiziaria.