L'inchiesta sul trasporto pubblico nella capitale parte da Perugia ed arriva a Ferentino. Sono due, infatti, i ciociari indagati in un'inchiesta della Guardia di finanza del capoluogo umbro. Le Fiamme gialle hanno effettuato sequestri per otto milioni di euro nell'ambito di un procedimento nel quale sono contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, induzione indebita e bancarotta fraudolenta. Tra gli indagati figurano i cugini ferentinati Marco Cialone, 58 anni, e Vittorio Ficchi, 51, ex patron del Ferentino basket che portò fino alla serie A2. Sono tutti accusati di aver compiuto una serie di reati nella loro qualità di imprenditori con incarichi di rilievo in società di trasporti in Umbria e a Roma. L'inchiesta era nata nel 2015 e già allora c'era stato un primo maxi sequestro sul conto della tesoreria della Regione Umbria. Ma prima del salto di qualità dell'inchiesta dovranno passare altri due anni.

È nel 2017 che un imprenditore umbro del settore, titolare di un'azienda a un passo dal crac, si rivolge alla procura per denunciare il modus operandi. Elenca una serie di dazioni in denaro contante, bonifici, finte sponsorizzazioni e assunzioni nonché auto di lusso. Era questo il sistema per ottenere entrature nel mondo dei trasporti della capitale. Il Nucleo di polizia economico finanziaria di Perugia ipotizza, sula base degli accertamenti effettuati, un danno erariale di 45 milioni di euro. Agli indagati Marco Cialone, ritenuto organizzato e capo dell'associazione, Vittorio Ficchi, Antonio Pompili di Palombara Sabina e l'umbro Paolo Paduano, è contestato il reato associativo finalizzato all'induzione indebita a dare o promettere utilità consistita, secondo l'accusa, nell'elargizione a Paduano e ai due ciociari di utilità – come le descrive il gip del tribunale di Perugia Lidia Brutti – consistite nell'utilizzo di autovetture di lusso a titolo gratuito, fittizie assunzioni a carico della Autoservizi tpl con l'obiettivo di garantire l'ingresso della stessa società nel mondo del tpl romano.

E ancora agli stessi viene contestato il reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio per quello che l'accusa definisce lo «stabile asservimento» delle società di Paduano agli interessi di società romane quali la Cotri scarl e la Roma tpl scarl dei vari Pompili, Cialone e Ficchi. In cambio – sostiene l'accusa – Capuano avrebbe ottenuto due contratti di collaborazione.
Ma soprattutto avrebbe omesso di recuperare gli ingenti crediti vantati nei confronti delle società cooperative. Contestato anche il reato di bancarotta fraudolenta ai danni dell'Autoservizi tpl dichiarata fallita dal tribunale nel luglio del 2017.
Cialone, direttore generale di Roma tpl, in pratica, si sarebbe adoperato per ottenere l'ingresso e la permanenza delle società Umbria tpl e mobilità e Autoservizi tpl nelle società Roma tpl e Cotri scarl, mentre Ficchi, consulente amministrativo di queste ultime due società, ne avrebbe assecondato le direttive sul piano amministrativo. Nel mirino della procura, per l'ipotesi di reato di corruzione, sono finiti alcuni contratti di consulenza. Contestata invece l'induzione indebita a Cialone e Paduano. Sotto la lente della procura sarebbero finiti contratti di sponsorizzazione anche per la squadra di basket del Ferentino.