Portare la mozione per l'istituzione di una giornata in ricordo delle Marocchinate in Parlamento ma, soprattutto, sul tavolo del Presidente Mattarella. È l'obiettivo del consigliere comunale Moira Rotondo che ha avanzato per prima l'importante proposta.

«Ho iniziato ad interessarmi alle Marocchinate anni fa leggendo Tommaso Baris - ricorda - Nel 2017 ho lanciato per la prima volta dalle colonne del vostro giornale l'idea di una giornata della memoria. Quell'anno ho chiuso l'estate pontecorvese con uno spettacolo teatrale "Le Marocchinate", appunto, portato in scena mirabilmente dalla compagnia "Errare persona".

Un successo strepitoso, un'emozione irripetibile. Nel maggio di quest'anno, in occasione del 75° anniversario di quei tragici fatti, ho messo nero su bianco e presentato la mozione al mio consiglio comunale che l'ha approvata all'unanimità il 14 giugno, trasmettendola, poi, a tutti i Comuni della provincia. In tanti l'hanno già fatta propria e molti altri se ne aggiungeranno».

Un grande successo che ha incontrato, però, anche qualche resistenza: «Devo ammettere che qualche resistenza me l'aspettavo e si è puntualmente verificata. È dura far uscire questo tema dal ghetto della politica e della storia dove è rimasto segregato per 75 anni. Qualche pregiudizio ancora sopravvive unito a pudore e altrettanto dolore. Si tratta di una ferita ancora aperta per il nostro territorio e ci vuole molto rispetto. Il rispetto che vogliamo sia finalmente tributato da un intero Paese.

Prima che il settantacinquesimo anniversario si concluda, intendiamo portare la mozione all'attenzione di Camera, Senato e soprattutto del Presidente Mattarella». Rotondo aggiunge: «I politici dovrebbero dimostrare maggior senso di responsabilità ed evitare di alimentare odio e divisione in una società già profondamente segnata dalla crisi economica e dal disagio sociale. La storia ci insegna che in epoche di crisi l'odio verso il diverso (per razza, religione, fede politica) purtroppo attecchisce con maggior facilità. Non dimentichiamocelo».