Il Comune restituisce alla Regione 157.860 euro per i vecchi lavori al palazzo Vespignani. Si è chiusa la procedura relativa alla richiesta da parte della Regione delle somme a fronte di spese non autorizzate.

Sulla questione interviene il vice sindaco Vincenzo Cacciarella che più volte in passato è entrato nel merito del progetto di recupero del palazzo Vespignani, replicando anche alla minoranza ed accennando al "disastro" sul recupero del prestigioso edificio. «Dobbiamo restituire alla Regione 157.860 euro – dice Cacciarella – Ma non è finita qui, perché quelle somme sono state richieste indietro dalla Regione a fronte di spese non autorizzate, generando quindi debiti fuori bilancio.

Debiti che per onorare abbiamo dovuto inserire nel piano di riequilibrio. E nello specifico quei debiti corrispondono ai 112.675 euro pagati per il software di gestione del museo, una spesa sostenuta addirittura senza alcuna procedura di evidenza pubblica, e ai 6.400 euro spesi oltre gli 8.000 euro autorizzati, per un totale quindi di 14.400 euro per la consulenza scientifica.

Per la legittimità di questi debiti sarà la Procura generale della Corte dei Conti che ci dirà se c'è stato danno erariale». Cacciarella sottolinea, di contro alle penalizzazioni dovute agli errori di chi li ha preceduti, il lavoro fatto. «Siamo intervenuti sulla partita contabile e, dopo aver messo in sicurezza il cantiere, siamo passati alla nuova programmazione e al reperimento di nuovi fondi, partecipando a tre bandi regionali oltre a quello del Gal Terre di Argil sul quale stiamo lavorando in queste settimane. I primi 300.000 euro sono stati concessi, stiamo lavorando per assegnare i lavori e riaprire il cantiere.

Si tratta di risultati importanti, soprattutto alla luce dell'eredità che amministratori come Castaldi e Colucci ci hanno lasciato. Sapevamo di dover restituire somme e oggi si è conclusa la procedura. Ci tengo a precisare che non è finita qui. Ricordo infatti che analoga restituzione ci è stata inoltrata per l'intervento di bonifiche come l'ex Europress».