È il  primo caso in Ciociaria, l'unico scoperto finora dai veterinari della Asl frusinate tra gli oltre settemila controlli eseguiti dal 2016 su altrettanti campioni di carne di cinghiale, maiale e cavallo. Nessun allarme, ma precauzione sì.

È la trichinosi a far innalzare il livello di guardia. Una malattia parassitaria causata dalle larve di Trichinella che si annidano nei muscoli degli animali selvatici. E che può essere trasmessa all'uomo per via alimentare se si consumano carni infestate. In Italia si sono registrati casi di trichinosi equina dovuti a carni di cavallo importate dall'Europa dell'Est.
Negli ultimi anni il parassita ha fatto la sua comparsa nella fascia centrale dell'Appennino colpendo in particolare volpi e cinghiali. E ora anche la provincia di Frosinone non può più ritenersi immune.

Lo hanno confermato le analisi dell'Istituto zooprofilattico di Latina che ha analizzato il campione inviato nei giorni scorsi dal servizio Ispezione degli alimenti di origine animale della Asl ciociara: un frammento del diaframma di un cinghiale abbattuto in territorio di Atina durante una battuta da una squadra di cacciatori " formati", cioè che hanno seguito un corso di formazione della Asl sulle norme igienico-sanitarie da rispettare. Le analisi hanno rilevato la presenza della Trichinella (il ceppo è invia di tipizzazione), confermando l'importanza di non consumare carne di cinghiale non controllata.
In provincia di Frosinone, grazie al protocollo d'intesa sottoscritto tra Asl e le associazioni Atc dei cacciatori, anche i cinghiali abbattuti durante la stagione venatoria vengono sottoposti al test. Un obbligo di legge che se non rispettato espone il consumatore al contagio della parassitosi che può avere conseguenze anche gravi.

«Nel territorio controllato dai nostri servizi veterinari non ci sono cacciatori autorizzati a rifornire negozi o ristoranti con carni di cinghiale abbattuti a caccia, che invece possono essere destinati solo all'autoconsumo personale dei componenti delle squadre di caccia  - sottolinea il dottor Roberto Petrucci che guida il servizio Ispezione degli alimenti di origine animale del Dipartimento di prevenzione della Asl - È opportuno consumare solo carni sottoposte a controllo e provenienti dai circuiti ufficiali di distribuzione». Intanto sono scattate le procedure per rintracciare le carni da destinare alla distruzione.