Come ampiamente prevedibile è stata annunciata nuova cassa integrazione nello stabilimento Fca. Solamente 48 ore fa era giunto l'annuncio della revoca del giorno di cig per la giornata odierna, che faceva ben sperare. Ieri mattina, invece, la dirigenza aziendale di Fca ha comunicato che i cancelli resteranno chiusi nei giorni 20, 23 e 24 dicembre.

Gli ultimi, si presume - e si spera - per quel che riguarda il 2019. Se così fosse risulterebbero essere 104 i giorni in cui l'azienda ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali. Al netto di qualche revoca che potrebbe arrivare (come è successo per la giornata odierna) o di ulteriore giornate di stop che potrebbero aggiungersi a cavallo tra Natale e Capodanno, resta il dato che la tripla cifra è stata abbondantemente superata.

La busta paga degli operai è stata decurtata mediamente ogni mese di circa 400 euro, vale a dire circa 5.000 euro all'anno. Da oggi, e fino a Natale, si lavorerà solo 13 giorni e ben 9 saranno di cassa integrazione: il 29 novembre e il 2, 6, 9, 12, 13, 20, 23 e 24 dicembre.
Non solo. Il comitato esecutivo, congiuntamente con Fca, conviene per la chiusura collettiva di fine anno nei giorni 27, 30 e 31 dicembre. Per tale copertura si farà ricorso a ferie e par. Fca, ha comunicato anche la nuova riorganizzazione della turnistica al reparto "Centro Presse": manutenzione 18 turni e produzione 15 turni.

Un anno nero che va e che... viene
E il 2020 non promette nulla di buono: nel primo semestre si proseguirà con il ricorso agli ammortizzatori sociali e uscirà di produzione anche Giulietta. Per le versioni ibride di Giulia e Stelvio bisognerà attendere il secondo semestre 2020 e per il nuovo modello, ovvero il Levantino della Maserati l'appuntamento è al 2021.

La vera emergenza riguarda l'indotto dove gli ammortizzatori sociali sono ormai agli sgoccioli e il 2020 potrebbe essere "l'annus horribilis" se non si interverrà concretamente a sostegno delle piccole e medie imprese. Oltre alla cessazione del contratto agli interinali - ormai quasi tutti nel corso di quest'anno sono stati mandati a casa senza rinnovo del contratto - qualche azienda potrebbe aprire la procedura per esuberi considerato che le commesse di Fca sono sempre di meno e i giorni di cassa sempre di più.

I sindacati suonano la sveglia alle istituzioni, intanto da oltre Oceano giunge una notizia che getta ulteriori ombre su Fiat Chrysler. General Motors ha difatti fatto causa a Fca, accusandola di aver corrotto membri dello United Auto Workers, il potente sindacato dei metalmeccanici americano. Lo riporta l'agenzia Bloomberg. Immediata la replica del gruppo italo-americano: "Vogliono ostacolare la fusione con Psa, ci difenderemo vigorosamente».

Fca ha sempre negato di essere stata a conoscenza della cospirazione fra tre suoi ex manager con funzionari del Uaw per indebolire le norme sul lavoro. Immediato l'effetto in Borsa con un calo di Fca del 2,5%. «Questa vicenda dimostra che la Fiom ha ragione a chiedere l'unità dei lavoratori per chiedere un accordo con il governo italiano per avere tutte le garanzie necessarie per il presente e il futuro dei lavoratori. Il conto degli interessi delle multinazionali, dei loro scontri e delle loro fusioni non può essere pagato da chi per vivere deve lavorare», tuona Michele De Palma della Fiom.

I metalmeccanici della Cgil chiedono al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di «aprire un tavolo con Fca e i sindacati per garantire l'occupazione e il futuro in Italia».