Tentavano di ricattare il gruppo Ini fondato dal professore Delfo Galileo Faroni. Un maresciallo dei carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro, Giuseppe Costantino, il sindacalista Andrea Paliani e il consulente finanziario Alessandro Tricarico sono finiti ai domiciliari con le accuse di tentata induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio.

Stando alle accuse dei militari del Comando provinciale di Roma, che martedì hanno proceduto agli arresti, i tre esercitavano pressioni nei confronti del figlio del fondatore del gruppo Ini, Christopher Faroni. Nell'inchiesta spunta anche il nome del consigliere regionale del Lazio M5S Davide Barillari che aveva partecipato ad una serie di ispezioni compiute nelle strutture del Gruppo, tra cui quella verolana l'ini Città Bianca. Ma Barillari ieri ha scritto su un post di Facebook di non aver ricevuto alcun atto dalla Procura «e quindi, fino a prova contraria, non sono indagato».

Le indagini sono partite proprio dopo la denuncia di Cristopher Faroni presentata ai carabinieri nel 2017. Sospettava che qualcuno stesse agendo per spingerlo a vendere il gruppo, ad un prezzo stracciato. Il dottor Christopher Faroni aveva già presentato inoltre altre segnalazioni ai carabinieri. Rilevando che nel periodo delle ispezioni fatte da sindacato ed esponenti del M5S c'erano state pressioni e anche strane campagne di stampa.

Al centro dell'indagine, dunque, il sindacalista e il maresciallo che facevano intendere a Cristopher Faroni, proprietario di alcune cliniche convenzionate col Ssn e indagato in altro procedimento, di poterlo aiutare se avesse assunto un consulente. Avrebbe dovuto piazzare in Amministrazione il consulente Alessandro Tricarico: un incarico da 250mila euro l'anno.

Il militare arrestato – ricostruiscono in Procura – aveva lasciato intendere al dottor Faroni che "anche attraverso la consapevole intermediazione di Andrea Paliani, vi era da parte sua la possibilità di redigere un'annotazione di polizia giudiziaria a lui favorevole". In pratica, si potevano sistemare il fascicolo in modo da indurre il magistrato ad archiviare tutto. Ma in cambio bisognava assumere appunto Tricarico a 250.000 euro l'anno più le provvigioni.

Invece Paliani, sempre stando alle accuse, per essere più convincente, si era presentato a un appuntamento con Faroni insieme a Maurizio Boccacci, "rimarcando – si legge negli atti - la sua appartenenza al movimento di estrema destra Avanguardia Nazionale". Secondo i pm Boccacci sarebbe stato utilizzato come strumento di minaccia. E non erano quelli gli unici elementi di pressione. Dalle indagini salta fuori anche il nome di Fabrizio Piscitelli, alias ‘Diabolik‘, ucciso la scorsa estate.

Martedì, dunque, sono scattati gli arresti e per il carabiniere del nucleo ispettorato del lavoro, Giuseppe Costantino, il sindacalista Andrea Paliani e il consulente finanziario Alessandro Tricarico sono stati disposti i domiciliari. A coordinare le indagini sono stati i sostituti procuratori Paolo Ielo e Luigia Spinelli.