Cesare Battisti dovrà scontare l'ergastolo. Così ha deciso la Corte di cassazione dichiarando inammissibile il ricorso presentato dal legale dell'ex leader dei Proletari armati per il comunismo, evaso dal carcere di Frosinone di piazza Risorgimento il 4 ottobre 1981. E da allora latitante per 37 anni.

La difesa di Battisti, che deve scontare una condanna per quattro omicidi negli anni Settanta, chiedeva di annullare la sentenza del 22 maggio, con la quale la Corte d'assise d'appello di Milano aveva confermato la pena definitiva dell'ergastolo. La difesa chiedeva di applicare l'accordo di estradizione con il Brasile dove la pena dell'ergastolo non è prevista. Tuttavia, per i giudici italiani quell'accordo non è applicabile in quanto l'ex leader dei Pac era stato arrestato in Bolivia dove si era rifugiato, temendo che, dopo anni di protezione, il nuovo presidente della Repubblica fosse sul punto di rimandarlo in Italia.

Battisti era stato arrestato lo scorso gennaio e quindi rimandato in Italia. Secondo la difesa di Battisti, la pena del carcere a vita andrebbe commutata in 30 anni, che al netto del "presofferto" Battisti oltre che a Frosinone è stato detenuto pure in Brasile ammonterebbe a 20 anni, 7 mesi e 24 giorni.