La storia del camionista di San Vittore finito in carcere, poi ai domiciliari con braccialetto elettronico e quindi sotto processo con l'accusa di stupro avanzata come dimostrato dalla difesa per vendetta da parte della ex compagna, è finita ieri su Rai Due.

Nella trasmissione condotta da Magalli sono state ripercorse le tappe salienti della vicenda. Violenze continue, quelle denunciate dalla vittima, persino davanti ai figli minorenni.
Poi i domiciliari. Il processo non è stato affatto semplice. I suoi avvocati (Sarah Grieco e Simone Gianmarco) sono riusciti a dimostrare che si trattava di vendetta: a pesare, i messaggi WhatsApp tra i due coniugi.

Ieri da Magalli il camionista ha lanciato un appello: «È importante denunciare le violenze, denunciate sempre. Ma fatelo non per vendicarvi come è successo nella mia storia, perché così offendete le vere vittime di abusi». «Ora voglio sono i miei figli» ha aggiunto.