Si svolgerà domani l'annuale festa del ringraziamento della Comunità Exodus di Cassino. La sede di Cassino della Fondazione Exodus fu inaugurata nel 1990 in una cascina messa gratuitamente a disposizione dalla comunità monastica benedettina e sarà proprio l'abate di Montecassino, monsignor Donato Ogliari a celebrare la santa messa delle 18.

Nel pomeriggio, data la coincidenza con la Giornata degli Alberi, verrà effettuata la piantumazione di 50 alberi offerti dal Parco dei Monti Aurunci, un albero per ognuno degli ospiti dalla comunità Exodus di Cassino: 20 ex tossicodipendenti in comunità residenziale, 10 giovani disabili in centro diurno e 20 adolescenti con problemi di dipendenza da smartphone, playstation e altre forme importanti di disagio sociale.

Oggi Exodus a Cassino è cambiata profondamente rispetto ai primi tempi quando un piccolo gruppo di 8 ex tossicodipendenti si insediò insieme ad un paio di operatori nella struttura della zona di San Pasquale della città martire. Nel corso di questi 30 anni la risposta al problema della tossicodipendenza è cambiata così come sono cambiati i ragazzi che hanno questo problema.

Sono molto giovani, iniziano a fare uso di droghe per gioco o per noia, hanno alle spalle famiglie molto fragili e, cominciando a drogarsi a 12-13 anni, saltano completamente quel percorso di crescita e di maturazione, quella fase di transizione verso l'età adulta. «In questo momento di crisi culturale e valoriale - racconta Luigi Maccaro, responsabile della comunità - lavorare con i giovani è un imperativo che andrebbe assunto come unica possibilità di investire sul futuro della nostra società. La questione vera è domandarsi perché la gente ha bisogno di sballare. A questa solitudine possiamo rispondere creando contesti in cui le persone possano ritrovare il conforto delle relazioni».