Aveva chiesto poco meno di venti euro per alcuni lavori eseguiti all'interno di una cooperativa sociale aperta all'accoglienza non esclusivamente di rifugiati che insiste sul territorio. Soldi che forse avrebbe utilizzato per un panino e un caffè. Per tutta risposta, dopo parole grosse e qualche improperio, si è visto puntare alla tempia una pistola. Immediata la chiamata inoltrata ai carabinieri della Compagnia di Pontecorvo agli ordini del capitano Tamara Nicolai, stazione di Aquino, guidata dal maresciallo Parrillo, che hanno ricostruito l'accaduto denunciando il marito della responsabile.

La sequenza
Secondo i primi elementi verificati dai militari, sembrerebbe che la lite sia scaturita per futili motivi, a seguito della richiesta di pochi euro da parte di uno degli ospiti, un giovane di poco più di trent'anni di origini magrebine. Il ragazzo da circa quindici giorni si trovava nella struttura e oltre a ricambiare l'accoglienza con lavori manuali, avrebbe a suo dire effettuato anche interventi extra e pulizie non dovute. Insomma, per il periodo corrispondente a questa breve permanenza, si sarebbe rimboccato le maniche. Forse per questo (o almeno partendo da queste motivazioni) avrebbe chiesto dei soldi al marito della responsabile della cooperativa. Una richiesta che, stando a quanto accaduto in seconda battuta, sarebbero risultate per l'uome un quarantasettene campano davvero inconcepibili. Quasi un'offesa.

Una specie di insulto alla generosità e all'accoglienza offerte. Ma dalle parole ai fatti, il passo è stato davvero breve: insulti, parole grosse, minacce. Poi il quarantasettenne avrebbe raggiunto la sua abitazione per prendere una scacciacani senza tappo rosso. Tornato nella comunità, avrebbe puntato l'arma (risultata essere una scacciacani, però, solo in un secondo momento) alla tempia del magrebino insolente: così nessuno, forse, avrebbe fatto la stessa richiesta. Il quarantasettenne è stato denunciato, l'arma sequestrata insieme a quattro cartucce.