Si è dato alla fuga, dalla finestra di un bagno, eludendo la sorveglianza nel corso di un permesso concesso per far visita a un familiare nel campo rom di Secondigliano. Si tratta di Rade Nikolic, di nazionalità serba: le forze dell'ordine stanno battendo tutta la zona alla ricerca del fuggitivo. L'uomo, che stava scontando la sua pena nel carcere di Frosinone, aveva ricevuto un permesso per raggiungere la famiglia nel campo rom di Secondigliano, quartiere delle periferia settentrionale del capoluogo campano. Arrivato sul posto, avrebbe chiesto agli agenti di scorta di andare in bagno: non solo, l'uomo avrebbe simulato un malore del figlio per far chiamare i soccorsi e, approfittando della confusione, è scappato dalla finestra del bagno. Nikolic, nato il 14 luglio 1981, è alto 1,78 metri, ha occhi e capelli castani.

«Mettiamo fine al buonismo e ai permessi premio per criminali che sene servono solo per evadere dal carcere». A sostenerlo è il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria (S.Pp.) Aldo Di Giacomo. Nikolic era stato recluso anche nel carcere di Secondigliano, ma a causa della sua pericolosità e per un fondato pericolo di fuga, gli erano stati sospesi i permessi. «Il pericoloso detenuto - afferma Di Giacomo - era scortato da sette uomini, quattro del carcere di Frosinone da cui era stato portato e tre di supporto dal carcere di Secondigliano. Dalle prime indiscrezioni parrebbe che nel campo rom sia stato inscenato un malore a un bimbo, per consentire al detenuto di darsela a gambe levate. È ora di smetterla con questo buonismo nella concessione di permessi dai quali scaturisce un elevato indice di evasione». «Noi ancora una volta siamo dalla parte delle vittime e dei poliziotti penitenziari - continua Di Giacomo - ormai i nostri istituti di pena sono diventati alberghi a tre stelle».