Il pubblico ministero Barbara Trotta ha chiuso le indagini preliminari a carico del cinquantaquattrenne P. S. di Pofi, domiciliato ad Arnara. L'uomo è accusato di continue violenze perpetrate sulla convivente di quarant'anni, residente a Ceprano, dal 2018 fino a poche settimane fa.

Un storia agghiacciante ricostruita nei particolari dalla procura frusinate nell'avviso di conclusione indagini. Le aggressioni contestate sono tante, anche una violenza sessuale avvenuta nella casa di Arnara dove i due abitavano. E poi scenate di gelosia, ingiurie, minacce di morte e botte, anche davanti alla figlioletta di lei di appena cinque anni.
Molte volte la donna ha dovuto far ricorso al pronto soccorso,una per la frattura del setto nasale provocatole da un pugno, un'altra per una distorsione a una mano.
E ancora: dopo una lite lei si era chiusa in macchina con la figlia e lui l'ha tirata fuori e presa a calci e pugni; in un'altra occasione le ha puntato le forbici alla gola minacciandola di ucciderla.

Non solo. Nonostante fosse sottoposto al divieto di avvicinare l'ex compagna, l'uomo ha continuato a seguirla e tempestarla di telefonate e messaggi. Ora l'indagato, difeso dall'avvocato Rosario Grieco, ha ora venti giorni di tempo per presentare una memoria difensiva o per chiedere di essere interrogato