Lavorare in nero e prendere il sussidio di disoccupazione. Era questo il sistema escogitato da un gruppo di lavoratori impiegati in una ditta di Ferentino che ora dovranno rispondere davanti al tribunale del reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. E dunque non solo ora, nel periodo del reddito di cittadinanza, è caccia ai furbetti.
Anche all'epoca, infatti, l'attenzione della guardia di finanza contro gli sprechi di denaro pubblico e gli illeciti utilizzi era alta.

Ieri in otto sono stati rinviati a giudizio dal gup del tribunale di Frosinone Antonello Bracaglia Morante. Come richiesto dalle difese (rappresentate dagli avvocati Giampiero Vellucci, Mario Cellitti, Daniele Natali e Fernando Picchi) il giudice ha considerato prescritti i fatti fino al maggio del 2012 e dei quali gli imputati non dovranno rispondere.
Dovranno invece rispondere degli assegni percepiti da quella data fino al gennaio 2015. Sotto accusa sono finiti A.B., 64 anni, di Fumone, F.C., 61, di Ferentino, N.C., 55, romeno, residente a Ferentino, M.G., 33, di Anagni, M.T., 61, di Anagni, M.B., 60, di Ferentino, V.C, 79, di Anagni e D.G., 59, di Anagni.

La scorsa settimana il pubblico ministero Barbara Trotta ne aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti. Quindi ieri dopo che le difese avevano eccepito la prescrizione per una parte della contestazione, c'è stata la decisione del gup.

Stando a quanto ricostruito dagli accertamenti condotti dalla guardia di finanza gli imputati avrebbero omesso di indicare all'Inps di Anagni e di Frosinone lo svolgimento dell'attività lavorativa «seppur in nero», ha evidenziato la procura. In periodi non sempre coincidenti (alcune condotte finiscono a settembre del 2012) gli otto avrebbero continuato a beneficiare dell'indennità. Si parla di cifre variabili tra i settemila e i quarantamila euro.

Sotto accusa anche l'amministratore di un'altra società che avrebbe beneficiato dell'assegno sociale, prima, e dell'assegno di disoccupazione poi. Conclusi tutti gli accertamenti condotti dalla guardia di finanza, la pratica è finita sul tavolo del gup del tribunale. Quest'ultimo ha ritenuto che ci fossero gli estremi per l'apertura di un giudizio e quindi ha fissato al 10 marzo del 2020 la prima udienza davanti al tribunale di Frosinone. Lì gli otto potranno difendersi.