Morì sul posto di lavoro a pochi mesi dal matrimonio mentre stava svolgendo dei lavori per una ditta della zona. Ma quella giornata, quel lontano 27 luglio 2012, si trasformò in una tragedia che sconvolse l'intera comunità fiuggina. Ed ora a distanza di sette anni dalla morte del trentatrenne Adriano Pietrogiacomi, che perse la vita dopo essere rimasto folgorato mentre operava su un impianto elettrico nella zona di San Rocco, è arrivata la sentenza di primo grado presso il tribunale di Frosinone. Ad essere condannato quello che era il suo datore di lavoro.

La sentenza
Due giorni fa infatti il giudice ha emesso la sentenza che ha condannato Alessandro Fantini, l'allora legale rappresentante della ditta, ad un anno e quattro mesi, pena sospesa (più al pagamento delle spese processuali) con il pubblico ministero che aveva chiesto un anno. Inoltre ha condannato l'uomo a rifondere alle cinque parti civili, tra cui il figlio minore di Pietrogiacomi, la cifra di 100mila euro (20mila ciascuno) come provvisionale immediatamente esecutiva. Infine per i danni morali e materiali derivanti dal reato la definitiva liquidazione sarà rimessa in un giudizio civile. A difendere la famiglia Pietrogiacomi l'avvocato Vincenzo Galione.

La morte di Adriano, la cui compagna aspettava il loro figlio da due mesi, avvenne per arresto cardiaco in quanto la corrente, durante un foro alla parete, trapassò il suo corpo. Furono proprio i titolari i primi ad intervenire dopo l'incidente e chiamare i soccorsi. Adriano era molto conosciuto e tanti gli volevano bene e quella notizia fu per certi versi devastante.
Tanto che l'intera città lo pianse per molti giorni e furono numerose le manifestazioni di cordoglio. Dopo sette anni la sentenza di primo grado. Ora il condannato, attese le motivazioni entro i prossimi 90 giorni, potrà fare sicuramente appello con i propri legali.