«Alfa Romeo sta soffrendo con l'attuale gamma di prodotti e la situazione del mercato globale sta peggiorando. È meglio essere realistici». A parlare è l'analista di Jato Dynamics, Felipe Munoz, che ha affermato che la ridotta ambizione di Fca per il Biscione è ragionevole. Ed ha poi evidenziato: «Le vendite globali di veicoli Alfa Romeo sono diminuite del 31% a 67.427 auto da gennaio a settembre 2019». Manley ha dichiarato che Fca focalizzerà l'Alfa Romeo in segmenti e mercati in cui ha avuto successo.
«Manterremo anche la posizione premium del marchio», ha affermato. L'analista ha detto che si aspetta che i mercati chiave dell'Alfa Romeo in futuro saranno Europa, Stati Uniti, Cina e Giappone. L'Europa è di gran lunga il più grande mercato per il Biscione, con le vendite del marchio nella regione che sono scese del 42%a 41.464 a settembre.

Nessuna versione elettrificata di Giulia o Stelvio è finora inclusa nel piano. Il piano 2018-2022 di Fca aveva inizialmente previsto che sei dei futuri modelli del Biscione di sette modelli, tra cui Giulia e Stelvio, avrebbero avuto versioni ibride plug-in. Manley ha affermato che la piattaforma a trazione posteriore Giorgio, che è alla base di Giulia e Stelvio, riceverà un aggiornamento "significativo" in modo che possa essere utilizzata per varianti completamente elettriche e ibride plug-in.

Fusione con la... scossa
Certamente per avere una accelerata sull'elettrico sarà determinante la fusione con Peugeot. Una fusione che preoccupa perché si teme per l'occupazione. A lanciare l'allarme sono stati nei giorni scorsi autorevoli analisti. Ma non tutti condividono tali preoccupazioni. «Lo stabilimento di Piedimonte è nelle garanzie più assolute».Il segretario della Uilm, Francesco Giangrande, non condivide i timori di altri sindacati come la Fiom-e di alcuni analisti, secondo cui nella fusione Fca-Peugeot avrebbero da guadagnarci solo i francesi, e dice:«Di ufficiale ancora non c'è nulla. Ma da quel che trapela sarà una fusione a pari dignità e a pari condizioni. Quindi preoccupazioni eccessive non dovrebbero esserci e in ogni caso una alleanza andava fatta. Questo grande gruppo si proietterà a livello mondiale, e questo gruppo partirà essendo il quarto gruppo».

E in merito al rischio occupazionale spiega: «Bisogna prima analizzare molto bene in cosa consiste questo accordo: per quanto riguarda lo stabilimento di Piedimonte San Germano, sono sicuro che rimarrà l'eccellenza e noi come organizzazione sindacale tuteleremo l'occupazione e il territorio.l