È nata mentre stava per iniziare la prima guerra mondiale e trent'anni dopo è stata costretta a subire da vicino la seconda guerra mondiale. Ricorda perfettamente la paura dei rastrellamenti e delle bombe, ma alle brutte storie della guerra preferisce i disegni che ha imparato a fare da una decina di anni, quando, intorno ai novantacinque anni, è rimasta affascinata dai pastelli e dalle matite che i pronipoti lasciavano in giro per casa, lei che di scuola, come tutte le donne della sua generazione, ne ha potuto frequentare ben poco.

Ieri la signora Teresa Nardone, nata l'undici novembre del 1914, ha compiuto centocinque anni e ha ricevuto la visita del sindaco di San Giorgio a Liri, Francesco Lavalle, che ha voluto congratularsi di persona con la vegliarda. Perfettamente lucida e in salute, amorevolmente accudita dal figlio e dai due nipoti e circondata dai pronipoti che le hanno riempito la vita di colori e forme, la nonna di San Giorgio ha rischiato due volte di morire durante i combattimenti sulla linea Gustav, eppure la sua famiglia aveva già dato il suo tributo alla guerra, perché suo padre aveva partecipato alla Grande Guerra.

Durante un rastrellamento tedesco, fu scovata dai soldati insieme a sua madre in un rifugio nel bosco, quindi è stata condotta verso Roma, ma sulla strada, intorno a Pico, il camion su cui viaggiava è stato preso di mira da un aereo militare.
Ha ancora lo spavento negli occhi mentre parla dei fossi provocati nel terreno dai proiettili. Ieri, ha accolto il sindaco Lavalle con cordialità e con il sorriso che la contraddistingue. Dal canto suo, il primo cittadino ha voluto rendere omaggio alla signora Teresa Nardone, in segno di rispetto di tutti i grandi anziani del paese, quale memoria storica imprescindibile del territorio, una donna, una madre, una nonna.