Movida selvaggia, violenta e pure armata. Si continua a scavare per ricostruire l'accaduto. Si cercano armi e bossoli ma soprattutto testimoni. La presenza di telecamere di videosorveglianza avrebbe di certo aiutato ma i militari del capitano Mastromanno non si lasciano abbattere e seguono come segugi una pista ben precisa. Intanto, stanno ascoltando persone in grado di fornire dettagli utili alle indagini: si scava nella vita personale delle persone coinvolte nell'episodio ancora da chiarire ma soprattutto su altre piste. Secondo una primissima ricostruzione dei fatti, sembrerebbe che nella notte tra sabato e domenica, in uno dei locali del centro cittadino, vi sia stato un alterco tra un avventore e il titolare di un bar: magari un bicchiere di troppo. O una parola sgradita. In poco tempo, però, la situazione è sfuggita di mano.

Il cliente è stato allontanato, poi è tornato e secondo quanto riferito da alcuni testimoni che all'arrivo dei militari non c'erano già più avrebbe esploso in aria dei colpi, forse due. Una scena che ha generato il panico: in pochissimo tempo, tra il fuggi fuggi generale, sono arrivati i militari. Alcune domande e un'identificazione lampo. Ma la perquisizione del cliente molesto ha dato esito negativo: né armi né bossoli. Si sta cercando di capire cosa sia accaduto, se davvero si sia trattato dell'esplosione di colpi d'arma da fuoco. Se, magari, sia stato un gesto dimostrativo senza l'utilizzo di armi oppure se ci possa essere qualcosa in più.