Movida violenta, torna l'incubo. Dopo un periodo di quiete, dovuta probabilmente all'aumento dei controlli (anche in borghese) da parte delle forze dell'ordine e alle numerose operazioni antidroga in città - che di fatto hanno decapitato i vertici di diversi gruppi dediti allo spaccio - un nuovo episodio avvenuto nella notte tra sabato e domenica ha fatto ripiombare Cassino nell'incubo già vissuto, quello legato alla deriva della movida. E alla guerra, forse mai terminata, per l'egemonia della piazza principale. E per la gestione delle altre zone strategiche della città.

La sequenza
Sabato notte, poco dopo le 2.30, la chiamata ai carabinieri di Cassino per segnalare l'esplosione di due colpi d'arma da fuoco in pieno centro. Una situazione che in poco tempo ha riportato i militari indietro di qualche anno, alla "Storia Infinita", un'operazione che ha segnato un "prima" e un "dopo" nell'analisi criminale dell'intero territorio. Quando gli uomini del capitano Ivan Mastromanno sono arrivati sul corso della Repubblica la situazione è apparsa differente: i racconti confusi, i testimoni già fuggiti e senza nome. Immediata l'apertura delle indagini per far luce sull'accaduto.

In base alle primissime informazioni raccolte, sembrerebbe che il giovane cliente buttato fuori dal locale forse perché molesto e forse perché ubriaco, si sarebbe allontanato per poi tornare poco dopo ma senza entrare. Il titolare del locale avrebbe udito due colpi, simili a quelli di una pistola. E in pochi istanti anche alcuni avventori, che erano lì fuori, sarebbero rientrati nell'attività raccontando dell'esplosione in aria dei colpi.

Ma né della pistola né dei bossoli (il che potrebbe far pensare a una scacciacani) è stata trovata traccia. Individuato il cliente "molesto" poco dopo, ancora nella movida insieme ad altri ragazzi, è stato sottoposto a perquisizione: nessuna traccia. Indagini aperte per fare chiarezza sull'episodio anche se al momento resta la parola dell'uno contro quella dell'altro. Zero telecamere, zero testimoni.