Il dramma delle case all'asta diventa per molte famiglie un vero incubo. L'impossibilità di pagare il mutuo per svariate e sopraggiunte ragioni, come la perdita del lavoro o rottura dei rapporti familiari, può portare poi all'avvio di una procedura giudiziaria, tanto spietata quanto legale. La storia che giunge da Vico è emblematica. In questo caso a lanciare un grido disperato è una mamma di una bambina. Il tutto per soli nove mila euro.

La procedura è stata avviata nel 2016 dopo la separazione avvenuta nel 2014 con l'ex marito, che si era impegnato a pagare tutta la rata del mutuo. La donna allora non è riuscita più a pagare le rate e per questo motivo si è aperta la procedura esecutiva immobiliare.Ha chiesto aiuto anche ad un legale che sta cercando di trovare una soluzione prima che si arrivi alla vendita all'asta dell'abitazione. «Avevano entrambi sulle spalle il mutuo -ricorda la signora- ma poi dopo la separazione il mio ex non ha più dato la sua quota, non versando nemmeno i soldi per il mantenimento sia per me che per mia figlia. Io ho cercato in tutti i modi di andare avanti e cercare di pagare le rate, ma non lavorando non ce l'ho fatta più. Ho cercato e chiesto un ulteriore accordo con la banca ma niente non è stato accolto. E così nonostante mancassero solo nove mila euro per estinguere il mutuo si è aperta la procedura. A settembre decaduta la conversione è proseguita. Il giudice ha nominato il custode e il Ctu che ora dovrà valutare l'immobile mentre a marzo ci sarà l'udienza davanti al giudice».

Per quella data la donna dovrebbe trovare la somma rimanente a cui si somma anche quella delle spese. Una sfida quasi impossibile. «Sono disperata marzo è vicino e non riuscirò mai a trovare questi soldi. Rischio di andare in mezzo alla strada». L'unica speranza è l'azione dell'avvocato trovi una soluzione anche se quando parte la procedura impossibile fermarla.