Un potente sonnifero in un bicchiere d'acqua, poi il vuoto e il risveglio, nuda, nel letto del figlio dell'anziana donna che accudiva. È quanto ha denunciato e confermato in tribunale ieri una trentatreenne peruviana che accusa l'imprenditore E.P., 67 anni, di Monte San Giovanni Campano. A ribadire le accuse, in lacrime, per un episodio risalente al 27 gennaio 2017, sono state la ragazza e la madre. La prima, costituita parte civile attraverso l'avvocato Marco Andreoli, aveva messo un annuncio su Porta portese e così era stata contattata dall'uomo che cercava una nuova badante. Ma il suo soggiorno in Ciociaria era durato dal 24 al 27 gennaio.

La sudamericana ha poi preso la decisione di andar via da quella casa e di farsi visitare in ospedale dove nel sangue le era stata riscontrata la presenza di benzodiazepina. Troppo sconvolta per quello stato di torpore nel quale era caduta e per essersi ritrovata come denunciato spogliata nel letto dell'uomo. La difesa ha anche sollecitato al tribunale (presidente Farinella) una perizia sulle lenzuola sequestrate. L'imputato, che si è fatto interrogare, ha negato le accuse.

Soprattutto di aver dato da bere alla donna acqua con il potente sonnifero che un medico aveva prescritto all'anziana madre. L'uomo, difeso dall'avvocato Giampiero Vellucci, ha detto al tribunale: «Si è svegliata nuda nel mio letto? L'ho appreso dalla denuncia. Non può essere vero». Ha aggiunto che quel sonnifero aveva un forte sapore di pesca: «sarebbe stato impossibile proporglierlo». L'audizione dell'uomo si è dilungata al punto che è stata interrotta e rinviata alla prossima udienza.