Nella vicenda della sospensione della raccolta differenziata e poi ripartita che ha coinvolto il Comune di Atina, resta ancora da risolvere un aspetto affatto secondario che va avanti ormai da questa estate: sono quattro mesi che non ricevono lo stipendio gli operatori ecologici che lavoravano per la società Tac Ecologica, ora sostituita dalla ditta Gea Srl.
La lamentela è diffusa anche perché ora, più di prima, non sanno proprio contro chi protestare per vedersi riconosciute le giuste richieste. Gli operatori ecologici interessati a questa triste storia di stipendi non pagati iniziano a sentire il peso della precarietà economica: «È dallo scorso luglio che non ci pagano e fino a qualche settimana fa riuscivamo a coprire almeno le spese necessarie, ma ora è molto più difficile e se la situazione non si sblocca la cosa andrà avanti per i prossimi mesi», denunciano in coro.

Nel frattempo la questione è stata messa in mano al sindacato: la speranza è che in questo modo si riesca a trovare l'interlocutore giusto e affidabile col quale risolvere una situazione che, se non vedrà a breve una via d'uscita, farà trovare dieci famiglie in grave disagio economico mentre vanno incontro ai mesi più freddi col Natale di mezzo e con la prospettiva che la via per una rapida soluzione sia affidata al lumicino. Dunque, mentre si è risolto in un baleno il problema legato all'improvvisa sospensione del servizio di raccolta rifiuti a causa delle questioni gestionali vissute dalla Tac Ecologica, rimpiazzata cinque giorni dopo dalla Gea Srl di San Vincenzo Valle Roveto, lo stesso non può dirsi del personale che svolgeva il servizio sul campo e che, alla ripresa dello stesso, sabato 2 novembre, era regolarmente al lavoro nonostante col passato resti in vita uno strascico legato agli arretrati di stipendio non pagati.