Associazione a delinquere, false fatture e fondi neri. Sono questi gli elementi sui quali si è fondata l'operazione Waterfall, cascata in inglese, condotta, dal 2016, dalla polizia postale e dalla squadra mobile nonché dai finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria di Frosinone. Inchiesta che, alla luce delle ultime acquisizioni documentali, rischia di allargarsi.

Sette le ordinanze di custodia cautelare eseguite lunedì scorso. In carcere è finito colui che è considerato dagli investigatori l'organizzatore e capo del sodalizio Girolamo Graziano De Santis, 41 anni, di Castro dei Volsci, mentre agli arresti domiciliari sono andati la commercialista Paola Paniccia, 58, di Veroli, cui è stata imposto il divieto di esercitare l'attività di ragioniere commercialista e di ricoprire incarichi direttivi nelle persone giuridiche operative nel suo settore professionale per dodici mesi, Domenico Antonio De Santis, 69, di Castro dei Volsci, Daniele De Santis, 32, di Castro dei Volsci, rispettivamente padre e cugino di Graziano, quindi Daniele Di Iorio, 32, di Spoltore (Pe), Vito Pacca 49, di Pannarano (Bn) e Mario Giuseppe Testa, 56, di Cercemaggiore (Cb).

Oggi per coloro che sono agli arresti domiciliari sono previsti gli interrogatori di garanzia davanti al gip Ida Logoluso. A partire proprio dalla commercialista, difesa dall'avvocato Fabio Vicano. La professionista sosterrà un doppio esame, in mattinata, davanti al gip al quale avrà modo di fornire la propria versione sui fatti contestati, mentre nel primo pomeriggio sarà sentita anche dal pubblico ministero Samuel Amari, titolare del fascicolo, come da sua stessa richiesta.

Secondo il gip «le conversazioni intercettate dimostrano in modo incontrovertibile come la professionista sappia che si tratta di un sistema di società completamente fittizie, dal momento in cui le vicende di tali società vengono da lei decise insieme a Girolamo Graziano De Santis, senza alcun riferimento a un sistema produttivo reale e, soprattutto, sapendo che l'interlocutore non dovrebbe avere alcun ruolo decisionale all'interno di tali società».

Gli altri indagati sono difesi dagli avvocati Giampiero Vellucci, Emanuele Carbone, Giampiero Vellucci, Giuseppe Spaziani, Claudia Padovani, Angelo Testa e Angelo Pincivero.