È rimasto senza un tetto. Persa la casa popolare in cui abitava (che gli è stata occupata) ora non può dormire nemmeno alla stazione. A risollevare il caso della condizione in cui è costretto a vivere Giorgio Gasperini è il suo amico Franco Rossi.

L'odissea di Gasperini inizia il 17 maggio del 2010. Approfittando di una sua assenza dall'appartamento Ater di via Bellini, la casa gli viene occupata. Da allora, per una serie incredibili di vicissitudini, compresa anche una causa civile (persa in primo grado) contro l'Ater, vive alla stazione di Frosinone.

Procurargli una nuova casa, a lui che ne ha diritto, essendo anche invalido, è stato impossibile. E ora per Gasperini si pone un altro, all'apparenza insormontabile, problema. Quello di non poter più utilizzare come ricovero per la notte, adesso che il tempo sta cambiando verso il brutto, la sala d'aspetto della stazione. Come spiega l'amico Franco Rossi la vigilanza a una certa ora lo invita ad uscire dai locali della stazione.

L'uomo, spesso, è stato in balìa anche di malintenzionati che la notte girano dalle parti della stazione. Non sono mancati episodi nei quali è stato derubato (di un borsone con i pochi effetti personali) o minacciato, se non malmenato solo perché non aveva con sé una sigaretta da dare al suo violento interlocutore.

Dopo che, a fatica, gli era stato assegnato un nuovo alloggio, ma senza caldaia, Gasperini si è infatti rifiutato di entrare. Da allora vive in strada. Così è nato un lungo tira e molla che si protrae ormai da aprile 2013. Nel frattempo, ha cercato di barcamenarsi come meglio poteva, aiutato da qualche amico.