Dal tribunale finiscono all'altare. A vincere, annullando questioni di diritto, recriminazioni e certezze nelle proprie ragioni, per una volta, è stato l'amore. Una storia in controtendenza, che offre la speranza a tutti coloro che credono nel significato più alto di quel «finché morte non ci separi» e che ha per chi ha Fede addirittura il sapore dell'eternità.

La storia
L'inizio della relazione risale al 2015. I due giovani, residenti a Sant'Elia, scelgono una casa e dentro vi racchiudono tutti i loro sogni. Un'unione che, come spesso accade, è fatta di passione ma anche di tanti progetti. Gli anni passano, la convivenza porta a smussare i propri angoli, a cercare quel compromesso inaccettabile senza un sentimento forte e condiviso. Poi arriva la gioia di un figlio, poi quella di un secondo bambino. In pochi anni, quel tentativo di conciliare abitudini, ritmi e passioni diversi diventano una stabilità che rende tutto sopportabile. Anche le incomprensioni. O almeno così sembrava. Il famoso punto di rottura, però, è arrivato all'improvviso. Senza preavvisi.

La vita trascorsa con lo stesso passo, guardando nella stessa direzione, è diventata una prigione d'avorio. Poi soltanto una prigione. Rimbrotti, contestazioni, malumori. Quindi liti furenti, porte che sbattono e persino schiaffi. La rottura e, come succede sempre, la voglia di trascinare l'altro in tribunale. In questa storia lui querela lei, assistita dall'avvocato Valentina Madonna. Per le minacce, per la violenza verbale, per uno schiaffo. La guerra si sposta questa volta in aula. Ne seguono udienze, prove e testimoni. Il processo dura a lungo.

Loro, intanto, si trasferiscono in una città più grande. La settimana scorsa l'ultima udienza fissata davanti al giudice del tribunale di Cassino per ascoltare ancora un teste. Ma non ce n'è più bisogno. Il testimone in questione era proprio la parte offesa: si presenta e ammette, davanti al giudice, che non c'è più nulla da dire. Nel frattempo, aveva sposato l'imputata.
Anelli benedetti al dito, ora si attende solo la remissione di querela, già dichiarata.