Stalking con le pecore, la proprietaria del gregge finisce alla sbarra. La donna, una pensionata di settant'anni di Pignataro, dovrà rispondere di atti persecutori "attraverso" le pecore. A deciderlo è stato ieri il giudice dell'udienza preliminare che ha rinviato la donna a giudizio: dovrà comparire in aula il prossimo 6 aprile.

Liti, minacce e bastonate
La storia risale allo scorso mese di agosto. E non s'è mai interrotta. La settantenne è stata infatti denunciata dalla sua vicina di casa (di dieci anni più giovane) che ha ritenuto - e ritiene - il passaggio dei miti e candidi ovini davanti alla sua abitazione talmente fastidioso da generare stati di paura e ansia, fino a compromettere lo svolgimento della normale vita quotidiana. Quelle immacolate pecorelle, insieme alle ben più insolenti caprette, avrebbero creato non solo fastidio.

Sarebbero divenute, nei fatti, il "mezzo" attraverso il quale commettere i presunti atti persecutori. Una serie di atti configurabili come stalking ma attraverso un mezzo nuovo: non più telefonate e messaggi a ogni ora. La nuova frontiera dello stalking viaggia su quattro zampe, con tanto di coda.

Ironia a parte, il passaggio quotidiano del gregge (composto da almeno 20 capi) davanti all'abitazione, a Pignataro, della presunta vittima avrebbe innescato una guerra all'ultimo sangue: soprattutto le caprette sarebbero state "colpevoli" di mangiare piante e arbusti della sessantenne; avrebbero lasciato sgradevoli segni del loro passaggio e avrebbero creato disagio. Più volte le donne avrebbero discusso: la sessantenne avrebbe dichiarato che in un'occasione la proprietaria dell'armento le avrebbe fatto il gesto delle corna, poi il gesto del taglio alla gola.

E che l'avrebbe pure colpita alle ginocchia con il bastone in legno utilizzato per guidare il gregge. Insomma, un crescendo di minacce confluito in un fascicolo depositato in procura con tanto di foto (segnaletiche) degli animali. La settantenne, assistita dall'avvocato Ernesto Cassone, dovrà ora comparire in aula per rispondere di stalking. La denunciante, rappresentata dall'avvocato Di Murro, come parte civile