Prof a giudizio per violenza sessuale aggravata: una delle studentesse racconta in aula quelle attenzioni non gradite che l'hanno spinta a denunciare. Udienza a porte chiuse, ieri mattina, per il processo nato su un presunto caso di molestie tra i banchi di scuola.

La vicenda risale a sette anni fa: tra il 2012 e il 2013 un professore di un corso professionale di una scuola di Cassino avrebbe - secondo le accuse - avanzato particolari richieste nei confronti delle studentesse, una delle quali al tempo minore di sedici anni. Richieste esplicite, a volte anche durante le ore di lezione. In un caso, il prof avrebbe - sempre in base alle accuse - perfino allungato le mani, sfiorando le giovanissime in zone erogene. Finché una delle due - che poi ha cambiato corso di studi - ha rotto il silenzio, aprendo il vaso di Pandora.

Dalla "confessione", prima alla famiglia, di una delle ragazze partì l'indagine della Squadra mobile di Frosinone. Un'inchiesta difficilissima: gli agenti usarono "guanti di velluto", ascoltando le studentesse senza che trapelasse nulla all'esterno. Raccolsero i "pezzi" del quadro indiziario senza che altri ragazzi sapessero nulla.

Quindi, convinsero anche l'altra ragazza a denunciare per poi ascoltare colleghi del prof, dirigente e personale scolastico. Ieri in aula la ragazza avrebbe raccontato ogni dettaglio, avrebbe spiegato il perché della sua decisione di cambiare corso di studi. Nella prossima udienza, fissata a novembre, verrà ascoltata l'altra ragazza. Poi ancora il dirigente scolastico. Ovviamente, sempre nel massimo riserbo. Una delle due giovanissime è assistita dall'avvocato Emanuele Carbone.