Dopo Paolo Palmisani, finisce ai domiciliari anche Michel Fortuna, l'unico frusinate processato per l'omicidio di Emanuele Morganti. La decisione, dopo la scarcerazione di Palmisani, era nell'aria. Fortuna, insieme agli alatrensi Palmisani e Mario Castagnacci, il solo per il quale la Corte d'assise di Frosinone ha respinto la richiesta di scarcerazione, è stato condannato in primo grado, a luglio, a sedici anni.

Tutti e tre sono stati giudicati colpevoli di omicidio preterintenzionale, mentre la procura di Frosinone, che aveva chiesto pene decisamente più alte, aveva contestato l'omicidio volontario.

Fortuna, pertanto, da ieri pomeriggio è agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Lì, con tutta probabilità, attenderà l'esito del processo che proseguirà nei successivi gradi di giudizio. I suoi legali, gli avvocati Bruno Naso e Christian Alviani, dopo che la Corte d'assise a metà mese ha dato il via libera ai domiciliari per Palmisani, hanno presentato un'istanza in tal senso.

Dato che le posizioni dei due sono identiche, analoga è stata la decisione. Fortuna era in carcere dal 10 aprile 2017 quando i carabinieri lo avevano arrestato a Frosinone per l'omicidio del ventenne di Tecchiena, ucciso di botte in piazza Regina Margherita ad Alatri nella notte tra il 24 e il 25 marzo 2017.

Diverso il caso di Mario Castagnacci, per il quale ha pesato un precedente datato nel tempo. Tuttavia, gli avvocati Massimiliano Carbone e Angelo Bucci, hanno presentato ricorso al Riesame per ottenere il beneficio dei domiciliari anche per il terzo dei condannati. C'è attesa, intanto, per conoscere le motivazioni della Corte d'assise e il percorso seguito per infliggere 16 anni ai tre condannati, non assecondando le richieste dei pm che insistevano per l'omicidio volontario. Il deposito delle motivazioni slitterà di qualche settimana.
Oggi intanto alle 18 da Ubik Daniele Vicari presenta il suo libro "Emanuele nella battaglia" sul caso Morganti.