Prima l'invito in chat, quasi per gioco, poi l'invio di foto e video pedopornografiche. Nei guai due quattordicenni e un quindicenne, due di Alatri e uno di Anagni. Nell'ambito dell'inchiesta della procura di Siena e della procura dei minori di Firenze che riguarda, in totale, venticinque indagati di diverse province, sono stati fissati la prossima settimana gli interrogatori dei giovani davanti ai carabinieri e l'inizio delle operazioni peritali per estrapolare il contenuto di computer e telefonini sequestrati. È stata ribattezzata la chat degli orrori.

Se, infatti, ai tre ciociari, da quando sono imputabili ovvero da quando hanno compiuto, quest'anno, il quattordicesimo anno di età, è contestato "solo" lo scambio di materiale raffigurante minori in atti sessuali, sulla chat, partita da Rivoli, nel Torinese, girava di tutto. C'era materiale inneggiante all'Isis e al nazismo per istigare all'odio razziale, alla violenza sui migranti, all'omofobia, all'infanticidio, alla violenza di genere. Messaggi espliciti contro gli ebrei, i disabili, riferimenti perfino alla blasfemia con un Cristo crocifisso su una svastica. E ancora tra il materiale oggetto di accertamento anche foto, video e commenti che istigavano al maltrattamento, alle torture e all'uccisione di animali.

Altri commenti istigavano alla violenza sessuale di gruppo, perfino a quella sui docenti di alcuni minorenni indagati. L'inchiesta, partita da Siena, dopo che la madre di un ragazzo aveva trovato foto pedopornografiche sullo smartphone del figlio si sta estendendo a tutta Italia. Gli indagati sono residenti oltre che in Ciociaria anche a Rivoli, Desio, San Giovanni Valdarno, Roma, Sulmona, Modena, Moncalieri, Napoli, Siena. I carabinieri hanno effettuato le intercettazioni telematiche per risalire oltre che a chi immetteva foto e video on-line anche ai destinatari e a chi commentava. La prossima settimana i giovani ciociari, difesi dagli avvocati Roberto Filardi e Fabio Padovani, saranno interrogati.