Un polo "cartiere" e un polo "società attive". Così era strutturata l'associazione smantellata lunedì da guardia di finanza e polizia che ha indagato su un sistema, composto da una rete di aziende, molte delle quali cartiere, per emettere false fatture in modo da poter evadere le imposte e procurarsi dei fondi neri.

Le misure adottate
Il gip Ida Logoluso su richiesta del pubblico ministero Samuel Amari ha disposto il carcere per Girolamo Graziano De Santis, 41 anni di Castro dei Volsci, considerato dagli investigatori il promotore e capo dell'organizzazione a delinquere, e gli arresti domiciliari per la commercialista verolana Paola Paniccia, 58, definita dal gip «la più qualificata partecipe dell'associazione», per la quale è scattato anche il divieto di esercitare la professione e di ricoprire incarichi direttivi nelle società operanti nel suo settore professionale per dodici mesi. Sempre ai domiciliari sono finiti Domenico Antonio De Santis, 69, di Castro dei Volsci, Daniele De Santis, 32, di Castro dei Volsci, rispettivamente padre e cugino di Graziano, quindi Daniele Di Iorio, 32, di Spoltore (Pe), Vito Pacca 49, di Pannarano (Bn) e Mario Giuseppe Testa, 56, di Cercemaggiore (Cb). Seguono poi 23 persone per le quali è stata disposta, sempre per un anno, l'interdizione a ricoprire incarichi direttivi nelle società.

L'inchiesta anche se si è chiusa al 20 giugno 2017 non è affatto conclusa. Nel periodo successivo sono stati monitorati altri bonifici, nuove costituzioni di società tanto che, nel corso delle perquisizioni di lunedì, sono stati sequestrati documenti che ora saranno vagliati da poliziotti e finanzieri, guidati dal questore Leonardo Biagioli e dal colonnello Alessandro Gallozzi. L'inchiesta potrebbe allungarsi ad altri personaggi e società. Del resto, agli investigatori è emerso chiaro il "proselitismo", il tentativo, spesso riuscito, di allargarsi da Frosinone, da dove l'inchiesta è partita dalla segnalazione del direttore di un ufficio postale del capoluogo, ad altre province quali Roma, Campobasso, Napoli, Benevento, Avellino, Pescara, Bologna, Torino, Alessandria e Asti.

«È emerso chiaramente - si legge nell'ordinanza del gip - che le attività illecite alle quali sono dediti il promotore (Girolamo Graziano De Santis, ndr), la Paniccia e gli associati del polo cartiera sono quotidiane, incessanti, impegnative; nell'arco di tempo in cui sono stati monitorati gli stessi non hanno sostanzialmente compiuto altra attività se non quella di monetizzare bonifici, ritirare contanti, restituire il denaro: si tratta di attività sostanzialmente svolta in modo professionale con pause solo nel fine settimane (come un regolare lavoro, appunto) dalla quale tutti loro traggono integralmente o parzialmente i propri redditi». Del resto, aggiunge il gip le società attive, quelle realmente esistenti, sulla base dei flussi finanziari monitorati dall'autorità giudiziaria hanno «reso sistematico l'uso delle cartiere e continui i flussi di denaro verso l'altro polo dell'associazione».

Girolamo De Santis, per il gip, «ha dimostrato una spiccata capacità imprenditoriale e criminale» avendo consentito, con tale sistema, da lui ideato, «di creare rilevanti fondi neri in capo a società apparentemente sane e comunque inserite nel mercato nazionale e rendendo impossibili individuare la destinazione finale di tali ingenti somme di denaro sottratte al fisco ed a qualsiasi controllo statale».

Per l'accusa «altrettanto allarmante è la condotta» della commercialista «che - scrive il gip - attratta da facili guadagni ha posto la propria professionalità... alle dipendenze dell'associazione criminale e in particolare agli ordini del suo capo». Altra figura di rilievo è quella di daniele De Santis, cugino del capo, «il cui compito principale e qualificante è quello del corriere del gruppo, incaricato direttamente da Girolamo De Santis di riconsegnare il denaro liquido (e le fatture connesse ai bonifici) ai titolari delle società che si servono della cartiere». Un compito, definito di «massima fiducia». Il gip evidenzia infine la «capacità espansiva» del gruppo capace di allargare i propri orizzonti agganciando altre società su nuovi territori.