Il Comune di Atina intende uscire dal perimetro di contribuenza del consorzio Valle del Liri. L'intenzione è ufficiale tanto che l'argomento sarà l'unico all'ordine del giorno del consiglio comunale straordinario convocato per le 17.30 di mercoledì 30 ottobre.

"È da più di un anno che lavoro alla ricerca di atti per documentarmi sull'argomento» ci dice Paolo Fallena, presidente del consiglio comunale di Atina. «Ho incontrato molte reticenze ma non ci siamo fermati e abbiamo raccolto una tale documentazione da poter dire che le nostre ragioni possono essere sostenute davanti alla Regione Lazio competente in materia. Sappiamo bene che il comune di Atina fa parte del consorzio Valle del Liri – annota Fallena – ma noi intendiamo uscire dal perimetro di contribuenza, cioè vogliamo che in futuro il territorio di Atina non faccia parte dell'area nella quale i terreni siano tassati dall'ente impositore che è il consorzio».

Quindi Fallena ricorda che in questo status ci sono già tre comuni nella Valle di Comino c'è Casalattico. Da ricordare che quella dell'uscita dal perimetro di contribuenza del consorzio Valle del Liri, è uno dei punti contenuti nel programma elettorale della lista Atina Bene Comune che un anno fa ha vinto le amministrative eleggendo sindaco Adolfo Valente.

L'impegno di uscire dal perimetro di contribuenza è uno dei cavalli di battaglia dell'azione amministrativa della maggioranza: varie sono state finora le riunioni avute con i cittadini e le azioni intraprese per criticare l'operato del consorzio («I lavori eseguiti qualche anno fa nel torrente Mollarino si sono rivelati inutili viste le conseguenze del maltempo di un anno fa» ci dice stizzito Fallena). Inutile dire che l'amministrazione è spalleggiata da gran parte della comunità atinate: ai possessori di terreni si sono aggiunti quelli delle case che da qualche tempo si sono ritrovati contribuenti del consorzio. Dall'opposizione, intanto, si mostra scetticismo: »Condivideremmo se fosse possibile e la legge lo permettesse» fanno sapere derubricando l'intento come «effetto annuncio per i quali il tempo è finito». E per essere pronti a un eventuale (se non probabile) scontro dialettico in consiglio, sull'argomento l'opposizione ha chiesto lumi a un legale e alla Regione Lazio.