Turni che saltano e problemi continui, l'immondizia non viene ritirata con costanza e così le buste continuano ad accumularsi nelle strade, nelle piazze, fuori dai cancelli delle abitazioni. I Comuni serviti dalla Tac Ecologica sono quasi in ginocchio. La società, coinvolta in diverse inchieste in tutta la provincia, sta affrontando un periodo molto difficile: ci sono ritardi sugli stipendi e difficoltà per la manutenzione dei mezzi.

La situazione sta diventando insostenibile e a Cervaro i cittadini sono pronti a scendere in trincea. «Non è un disservizio che si registra ogni giorno - ha spiegato un residente - ma basta che salta un turno, o anche due, che i rifiuti si accumulano in maniera esponenziale e ci si ritrova immersi nei sacchi. Quando si tratta di plastica e carta non è un problema particolarmente grave, sono ingombranti, ma non c'è cattivo odore, il problema è con la differenziata e l'umido, che lasciano liquidi, percolato, il contenuto è deteriorabile e preda di cani e gatti randagi che banchettano nelle ore notturne e non solo lasciando brandelli di buste e immondizia sparsa ovunque».

È ovvio che questa situazione è particolarmente complicata da gestire. Così gli stessi cittadini hanno chiesto un incontro con il commissari prefettizio per fare il punto e cercare una soluzione prima che il problema diventi una vera e propria emergenza igienico sanitaria. «Se non riusciremo a trovare una soluzione siamo pronti ad andare dal prefetto».

Situazione simile a Sant'Elia dove il sindaco giovedì scorso aveva emanato un'ordinanza per una raccolta straordinaria che si è protratta per cinque giorni. «Si erano accumulate quattro frazioni di rifiuti differenti - ha spiegato Angelosanto - Per tutelare la cittadinanza è stato necessario agire in questo modo. Nonostante la raccolta straordinaria sia stata programmata nel pomeriggio per permettere agli operatori della Tac di lavorare la mattina, non tutte le mattine l'immondizia è stata raccolta, così l'altra società ha dovuto effettuare più passaggi in zone già ripulite.

Abbiamo chiesto un incontro all'amministratore della società, la situazione deve essere risolta. Inoltre stiamo cercando di capire cosa ci conviene fare, anche per il contratto, una scelta che stiamo vagliando a livello politico amministrativo e, soprattutto, grazie al supporto di tecnici e professionisti. Al primo posto sempre il bene della comunità».