La copertura in vetro che protegge la cisterna romana di piazza Garibaldi, nel centro storico di Atina, non gode più di tutte quelle simpatie suscitate quando fu sistemata sulla base di cemento che doveva sopportarne il notevole peso. Anzi, col passare del tempo e col degrado della struttura i malumori in paese aumentano.

Diversi i motivi addotti da coloro che già all'epoca criticavano il sistema scelto per proteggere e nel contempo rendere visibile l'antico monumento sottostante. Intanto con la struttura della piramide tronca si copriva la facciata del seicentesco ex convento dei Frati Minori che dalla piramide è distante pochissimi metri; poi, a fine dicembre 2016, appena dopo nove mesi dalla sua realizzazione, una delle pesanti lastre che forma uno dei lati della piramide fu danneggiata da ignoti: le spese per la sostituzione della lastra rotta apparvero subito esorbitanti e infatti la lastra è ancora lì. Ma a quella lastra se ne sono aggiunte altre due: un'altra laterale e quella montata sulla sommità della struttura che nell'estate dell'anno scorso subì lo stesso danno, tre danneggiate su un totale di cinque tra quelle più pesanti e che impediscono di apprezzare il monumento sottostante.

«Valuteremo i danni e vedremo come riportare la struttura in efficienza», disse Adolfo Valente, sindaco di Atina appena eletto. Quelle lastre, dal peso di otto quintali l'una, sono fatte di vetro infrangibile per cui le tre danneggiate, anche se ridotte in mille pezzi, non potranno cedere precipitando all'interno della cisterna. L'impegno economico per risistemare il tutto inizia a essere proibitivo e all'amministrazione atinate è l'ultima cosa che serve, nonostante l'importanza del prezioso monumento custodito tanto ammirato dai turisti che imporrebbe di rivedere il progetto.

E intanto si rifanno avanti i detrattori di quella copertura che vorrebbero sostituirla con una normale lastra piana: «Ne gioverebbe la piazza e la stessa cisterna», continuano a ripetere da quando fu eretta.
Del resto anche quando la struttura andava prendendo corpo c'era chi la criticava: sui social network i commenti negativi superavano quelli positivi e tutti prendevano di mira l'architettura scelta per costruire la struttura che avrebbe coperto la cisterna romana. Le lastre rotte hanno fatto il resto.