Bufera sull'Arca di Gallinaro, telefoni e computer sotto la lente: ieri l'affidamento dell'incarico ai consulenti. Vanno avanti a ritmo e bocche serrati gli accertamenti nell'inchiesta sul nuovo filone che lo scorso 10 ottobre ha portato a iscrivere nel registro degli indagati ben quindici persone (tra le quali diversi professionisti) per diverse ipotesi di reato - dal riciclaggio al falso - finalizzate alla truffa.

Il blitz interforze era scattato al sorgere del sole: decine e decine di perquisizioni tra Gallinaro e Atina, all'Arca (il tempio costruito dai fedeli della Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, che venerano il Bambinello di Gallinaro) e nelle abitazioni dei seguaci o di persone ritenute a vario titolo vicine all'ente di culto, riconosciuto tale dal Consiglio di Stato nel 2018.

Come già accaduto durante le perquisizioni, anche ieri le bocche sono rimaste cucite: cosa stia cercando la procura in telefoni e computer è solo intuibile. Anzi, deducibile: l'inchiesta resta avvolta dal più alto riserbo e per mettere a fuoco la questione gli unici elementi su cui ragionare restano le pochissime indicazioni date dalle forze dell'ordine (carabinieri, polizia e guardia di finanza) a poche ore dai blitz.

«L'operazione scaturisce da numerose segnalazioni pervenute in ordine a presunte indebite condotte di varia natura realizzate dai promotori e dai seguaci del citato credo religioso» come sottolineato dopo l'attività. E viste le contestazioni avanzate agli indagati (e già respinte con forza) non è difficile ipotizzare che in quei telefonini e in qui pc sequestrati la procura possa voler trovare traccia delle «condotte illecite». Ovvero le prove delle ipotesi investigative costruite attraverso un'indagine complessa e ancora aperta. Ecco perché, anche sui nomi dei consulenti nominati dalle parti, vige un riserbo senza precedenti.

Tra novanta giorni sono attesi i risultati sugli accertamenti richiesti sui dispositivi sequestrati: allora, si spera, potrà essere più facile capire se le verifiche possano aver riguardato solo donazioni in denaro, quelle di beni mobili e immobili oppure altri aspetti già emersi a margine del blitz. Come le modalità con cui sono state ottenute finora le donazioni e l'effettiva destinazione dei fondi raccolti ma anche le residenze di alcuni seguaci.