Offese al capo della polizia municipale, il Comune viene chiamato in causa affinché proceda con un'azione civile nei confronti del dipendente finito nei guai. La vicenda risale all'aprile del 2017, quando a seguito di una discussione nata durante una riunione in Comune, un dipendente dell'Ente avrebbe offeso il capo dei vigili urbani di Pontecorvo (ora in pensione).

In sostanza, allora, nella stanza della segretaria generale sarebbe nato un acceso scambio di opinioni in merito alla valutazione di alcune schede redatte proprio dal comandante. Per questo, al culmine del confronto, il dipendente si sarebbe lasciato andare. Un'offesa costata parecchio: un decreto penale di condanna (da 1.500 euro) e la sospensione di quattro giorni non retribuiti.

Il danno all'immagine, però, come sostenuto dalla difesa del comandante rappresentato dall'avvocato Michele Sirianni Notaro avrebbe di fatto coinvolto anche il Comune di Pontecorvo in quanto le accuse (gravi e infondate) avrebbero «leso anche l'onore e il prestigio dell'Ente, visto che il comandante era nel pieno delle sue funzioni». Per questo è stata presentata una diffida al Comune affinché, entro 15 giorni, prenda posizione in tal senso.