Interrotto il servizio di raccolta a domicilio, moltiplicate le inadempienze contrattuali, mancanza da mesi del pagamento dello stipendio agli operatori ecologici. È quanto porta all'attenzione il sindaco di Patrica Lucio Fiordalisio, in merito alla gestione del servizio di raccolta differenziata affidato alla Tac Ecologica coinvolta nelle ultime vicende giudiziarie.

Il primo cittadino informa che il Comune si sta attivando per la risoluzione del contratto e allo stesso tempo per l'individuazione di un nuovo soggetto che possa espletare il servizio, garantendo quanto previsto nel capitolato. «Esprimo prima di tutto la mia personale solidarietà verso chi lavora e non riceve lo stipendio dovuto, che serve per vivere e mandare avanti le famiglie -sottolinea Fiordalisio- È inaccettabile che nel nostro Comune, da sempre puntuale nei pagamenti, non vengano pagate le mensilità relative ai dipendenti, è incomprensibile altresì che l'amministrazione sia stata diffidata nel sostituirsi per il pagamento degli stipendi. Dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto la ditta Tac Ecologica e la contestuale gestione affidata al tribunale, il servizio di raccolta differenziata ha subito notevoli disagi che stanno danneggiando anche l'operato dell'amministrazione, che attraverso iniziative e campagne di sensibilizzazione stava avviando un progetto innovativo che avrebbe indirizzato Patrica alla tariffazione puntuale».

Fiordalisio evidenzia che «malgrado la complessità burocratica, non si può restare inermi davanti questa situazione incresciosa, che coinvolge sia i dipendenti che la cittadinanza, ecco perché ci stiamo attivando per la risoluzione del contratto. Tutti noi stiamo subendo disagi per i quali non abbiamo colpe, quindi il mio appello è di comprendere quanto sta accadendo e di pazientare davanti alla stesura di atti che necessitano di un iter complesso e meticoloso».

Ricordiamo che sono tre le inchieste che, negli ultimi mesi, hanno riguardato la Tac Ecologica. La prima denominata Malaffare 1 sull'appalto di Cervaro.
Indagine ora chiusa: recapitati ai quattordici indagati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari.
La seconda Malaffare 2: viene contestato dall'Antimafia lo smaltimento dei rifiuti senza autorizzazione da parte della società amministrata da Alfredo Coratti, finito in carcere proprio per quest'operazione ribattezzata dai carabinieri forestali Malaffare 2. Nel mirino dei forestali l'attività di gestione senza autorizzazione dei rifiuti solidi urbani e l'aver accettato nel centro di trasferenza di Piglio rifiuti per operazioni non autorizzate, anche da comuni di fuori provincia che non potevano conferire.
L'ultima operazione è la "Urban waste" con cui la procura ha cercato di stroncare un sistema per condizionare l'aggiudicazione delle gare pubbliche sullo smaltimento dei rifiuti.