Non luogo a procedere per insussistenza del fatto. Così il giudice Salvatore Scalera del tribunale di Cassino ha prosciolto ieri il sindaco Roberto De Donatis dalle accuse di abuso d'ufficio e falsità ideologica in relazione alla nomina di due dirigenti comunali. Scagionati anche tre funzionari municipali che erano finiti nel registro degli indagati insieme al primo cittadino. L'inchiesta della procura cassinate scaturì da una denuncia presentata ai carabinieri di Sora sulla nomina di due nuovi dirigenti comunali.

De Donatis, assistito dall'avvocato Gianrico Ranaldi, si è sempre difeso sostenendo la piena legittimità del suo operato. E ora che il giudice gli ha dato ragione, commenta: «Da uomo delle istituzioni ho sempre nutrito fiducia nei confronti della magistratura, inquirente e giudicante. Il proscioglimento per insussistenza del fatto conferma, al contempo, che la fiducia era ben riposta e che l'amministrazione comunale ha agito rispettando le regole che devono presidiare l'attività amministrativa».

Si chiude quindi positivamente per lui e per i tre funzionari coinvolti nell'inchiesta una vicenda iniziata nell'aprile 2018 e legata alla riorganizzazione del personale del Comune, in particolare alla nomina di due dirigenti attraverso l'a rticolo 110, comma 1, del testo unico degli enti locali.