Botte, minacce e insulti alla convivente. Un incubo durato anni per una ventiduenne costretta anche a fare ricorso delle cure dei sanitari. L'uomo, ormai suo ex, un ventinovenne di Sgurgola, è stato rinviato a giudizio.

La prima udienza è stata fissata al 12 febbraio 2020. Stando alle accuse, sotto l'effetto di alcol e sostanze stupefacenti e alla presenza dei figli, in diverse occasioni, il ventinovenne ha maltrattato la giovane donna, aggredendola persino quando era incinta.

La ricostruzione
I fatti contestati risalgono dall'anno 2011 al 2018. In un'occasione l'uomo ha afferrato al collo la convivente, sbattendola al muro, in un altro le ha fratturato un dito. Le ha fatto mancare anche il sostentamento economico e sottratto il telefono per impedirle di chiedere aiuto o comunicare con i familiari.

Sempre stando alle accuse, il ventinovenne ha iniziato ad appostarsi sotto l'abitazione della donna e ad inseguirla negli spostamenti. L'ha cacciata di casa e l'ha costretta a trovare rifugio dai familiari a seguito delle aggressioni. Come detto l'uomo, difeso dall'avvocato Mario Cellitti, è stato rinviato a giudizio. La prima udienza si terrà il 12 febbraio del prossimo anno.