Ritardo nella diagnosi della frattura delle vertebre del collo: maxi risarcimento per i familiari di un uomo deceduto dopo un incidente stradale. L'Asl di Frosinone (in solido con quattro medici dell'ospedale di Cassino) è stata condannata a pagare un notevole risarcimento oltre alle spese legali. Una lunga diatriba giudiziaria, iniziata con un procedimento penale, conclusosi con l'archiviazione per tutti i medici coinvolti. Ma la famiglia della vittima del Cassinate - assistita dall'avvocato Marco Grossi - si è rivolta alla giustizia civile, ottenendo dal tribunale di Cassino il maxi risarcimento. Nella lunga istruttoria è stato evidenziato come «il gravissimo danno subito dall'uomo era stato causato dal colpevole ritardo diagnostico».

Il ritardo diagnostico, secondo il consulente, ha fatto sì «che si instaurasse una mielopatia ischemico-compressiva, che ha determinato l'insorgenza di una tetraparesi spastica» e, conseguentemente, la morte. Il giudice ha quindi ritenuto che, viste le circostanze, i medici «avrebbero dovuto porre in essere le necessarie indagini cliniche e strumentali che invece omisero di effettuare e di disporre».