Omicidio di Gabriel, consegnata ieri pomeriggio l'informativa finale dell'Arma. Un faldone ora nelle mani della dottoressa Maisto, titolare dell'inchiesta, che dovrà vagliare tutti gli elementi raccolti dai militari per poi trasmettere le sue richieste al gip.

Plausibile, ma siamo sempre nell'alveo delle ipotesi, che sia richiesto un giudizio immediato per bypassare l'udienza preliminare. Ma che si proceda con un immediato o con la richiesta di un "nor male" rinvio a giudizio (quindi per un processo ordinario) il limite massimo è sempre quello del 17 ottobre, data ultima dei termini custodiali. Quindi Donatella Di Bona e Nicola Feroleto, i genitori della piccola vittima, saranno chiamati a ribadire le proprie verità in aula, entrambi chiamati a difendersi dalle accuse terribili di omicidio volontario aggravato.

Gabriel ucciso a poco più di due anni perché piangeva. Ucciso, secondo la tesi della procura, a un passo da casa, in quel terreno dell'orrore dove anche nella giornata di ieri sono tornate le telecamere Rai della Vita in Diretta: l'attenzione dei media resta altissima. La svolta è arrivata subito: l'arresto da parte dei carabinieri guidati dal colonnello Cagnazzo di Donatella. Poche ore dopo, di Nicola. La procura e un pool di consulenti hanno messo in atto una serie meticolosa di accertamenti scientifici: sulle auto, sugli abiti, sugli oggetti repertati. E ancora testimonianze e riscontri incrociati, tra accuse reciproche, alibi e versioni cambiate giorno dopo giorno. Quindi la richiesta di sottoporre Donatella a una perizia psichiatrica: richiesta negata, in questa fase, dal gip.

Le difese Luigi D'Anna per Nicola, con la criminologa Bruzzone; Prospero e Cucchi insieme al criminilogo Lavorino per Donatella sono pronte.