Sarebbero diversi i filoni d'indagine che la procura di Cassino sta seguendo nella delicata inchiesta sulla Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme. Il riserbo è totale, dal palazzo di giustizia della città martire non filtra nulla. Bocche cucite anche tra le forze dell'ordine e tra gli avvocati che difendono i quindici indagati. Pochi dettagli, a conferma che l'operazione è in pieno svolgimento e che gli inquirenti non vogliono compromettere il lavoro fin qui svolto.

Ieri in paese la giornata è trascorsa in modo più tranquillo dopo il trambusto di giovedì e non ci sarebbero state ulteriori perquisizioni. Mancano conferme ufficiali, ma l'imponente attività d'indagine culminata con il blitz di giovedì mattina in paese da parte di decine di carabinieri, poliziotti e finanzieri lascia pensare a verifiche disposte in diverse direzioni. Al centro di tutto ci sarebbero gli aspetti finanziari, le donazioni in denaro o in beni immobili ricevute dall'ente di culto che venera il Bambinello di Gallinaro, le modalità con cui sono state ottenute finora e l'effettiva destinazione dei fondi raccolti. Ma non solo.

Un altro filone riguarderebbe la posizione di alcuni residenti seguaci dell'organizzazione religiosa. Proprio la loro residenza, acquisita di recente in paese, avrebbe destato i sospetti della procura. Si spiegherebbe così il fatto che tra le quindici persone iscritte nel registro degli indagati figura anche una dipendente comunale. Come pure un imprenditore che opererebbe attraverso una società del settore immobiliare. Residenze e abitazioni che non convincono gli inquirenti.

Una delle ipotesi che circolano è che potessero servire a fini elettorali: portare più fedeli del Bambinello possibile a votare in paese. Se sia così e perché, non è dato sapere.
Un altro filone d'inchiesta riguarderebbe le donazioni del fedeli e il loro utilizzo da parte della Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme anche attraverso la onlus Casa Serena (molto gettonata negli ultimi anni quanto a donazioni). Gli inquirenti hanno ascoltato alcune persone coinvolte a vario titolo nella vicenda. Anche solo per raccogliere testimonianze sul modo di agire del gruppo religioso in merito alla raccolta di denaro o di offerte di prestazioni d'opera.

Le verifiche si concentrerebbero poi sulla destinazione di questi fondi (quasi 29.000 euro quelli raccolti lo scarso anno da Casa Serena attraverso il cinque per mille). Sono stati spesi e come? Congetture che troveranno conferma o smentita nei prossimi giorni, quando saranno più chiare la posizione degli indagati e le ipotesi investigative scandagliate dal pm Roberto Bulgarini Nomi, che coordina la complessa inchiesta. Nessun intervento pubblico finora dalla Nuova Chiesa Cristiana di Gerusalemme. Ieri l'avvocato Attilio Turchetta, legale di alcuni indagati, aveva ribadito «la piena fiducia dei miei assistiti nell'operato della magistratura», aggiungendo: «I responsabili della Chiesa hanno sempre agito con trasparenza e linearità di condotta, com'è facilmente riscontrabile da chiunque li conosca».