La statua del romano togato posta da decenni a sorvegliare l'entrata del palazzo Ducale di Atina verrà restaurata. Così ha deciso l'amministrazione atinate che ha prospettato il progetto agli organi della soprintendenza che si è subito attivata per dar corso all'operazione.

L'intervento prevede il restauro della statua e del basamento sul quale c'è un'iscrizione dedicatoria e, dopo i lavori di restauro, il tutto verrà esposto e conservato in un luogo coperto. Lunedì scorso la statua è stata smontata dal basamento e collocata provvisoriamente nel cortile dell'ex convento in piazza Garibaldi.

La decisione fu presa nella scorsa primavera tanto che fu interpellata un'impresa specializzata nel campo dei restauri che si prenderà cura della statua, la ditta Enrico Montanelli di Roma. La statua del togato romano è l'unica che il territorio atinate ha restituito: fu ritrovata negli anni ‘30 in località Casino Pica ed era già senza testa; infatti ha sul collo un incavo per incastrarci la testa che veniva sostituita in onore dell'imperatore del momento. La testa oggi sul collo, invece, fu ritrovata nel 1950 in un vicolo di via San Carlo, nel centro storico di Atina.

Da intere generazioni di atinati la statua è nota come Pasquino, come quella presente a Roma nell'omonima piazza: tra il 1500 e il 1800 ai piedi di questa statua si lasciavano scritte satiriche indirizzate ai personaggi influenti di Roma. Anche il Pasquino di Atina ebbe lo stesso destino: "fu molto usata tra gli anni ‘50 e ‘60 per deporvi ai piedi componimenti satirici su personaggi locali. Il più attivo fu il passator cortese (rimasto anonimo) che cantò le corna a molti esponenti locali con grave imbarazzo degli interessati e molto sollazzo della plebe" scrive uno storico locale.

Ora si attende la fine del restauro (si parla di alcuni mesi), quindi la scelta della collocazione definitiva: «Senza la statua la facciata del palazzo Ducale è più spoglia», commenta un anziano del centro storico.