«La responsabilità non è di chi ci ha rimesso la vita, né di chi manovrava. Noi vogliamo chiarezza e sederci a un tavolo tutti insieme per capire e per prevenire perché le morti sul lavoro sono una sconfitta per tutti: per noi, in primi, ma anche per l'azienda».
A parlare è il segretario della Fiom Donato Gatti dopo il terribile incidente in Fca.

Ieri i metalmeccanici della Cgil hanno tenuto un sit-in fuori dai cancelli dello stabilimento per annunciare l'assemblea unitaria di tutte le sigle in programma oggi su tutti e tre i turni. I lavoratori sono tornati sulla catena di montaggio solo martedì, dopo una settimana di cassa integrazione, per questo le assemblee si terranno solo oggi.

Ieri, al cambio turno delle 14, pochi gli operai che hanno voluto commentare l'accaduto. Mentre dai megafoni "squillava" la voce dei delegati della Fiom che snocciolavano i dati delle morti bianche. E Donato Gatti commentava: «Alle assemblee invitiamo tutti, anche la dirigenza di Fca, per capire e cercare di evitare che questi tipi di incidenti possano ripetersi. Chiediamo piena collaborazione agli operai e una discussione libera. Finora l'azienda non ha dato risposte, capiamo che ci sono ancora le indagini della Magistratura in corso ma una comunicazione a tutti va data. È importante che non si spengano i riflettori su questa vicenda».

Gli fa eco Pierluigi De Fillipis, Rls della Fiom, che aggiunge: «Sono centinaia i morti sul lavoro, 69 solo nella Regione Lazio nel 2019. In aumento anche gli infortuni. A tal proposito domenica c'è la giornata dedicata alle vittime sul lavoro. È importante che in ogni paese ci sia una targa, dobbiamo fare in modo che le amministrazione comunali mettessero un omaggio floreale sotto questa lapide. Con questo sit-in vogliamo dire basta alle morti sul lavoro, c'è un incremento del 2% sulle malattie professionali. Gli incidenti spesso capitano per i carichi di lavoro troppo stressanti: noi dobbiamo die basta a tutto ciò».

A tal proposito si leva la voce di un operaio, che spiega: «Sono andate via circa 400 persone tra l'anno scorso e quest'anno ma , nonostante l'ondata di pensionamenti, non c'è stata alcuna nuova assunzione e il carico di lavoro per noi è rimasto identico. In fabbrica si lavora poco e male: Fabrizio era soprattutto un padre, andare a lavoro e non tornare più a casa è qualcosa di bruttissimo».
A ricordare Greco, l'operaio di Pontecorvo che tra due giorni avrebbe compiuto 40 anni è anche una collega, che spiega: «È ingiusto che una persona esca di casa per andare a lavoro e non faccia più ritorno. Questa situazione ci ha lasciato tutti con l'amaro in bocca perché oggi pur lavorando, pure se si è poveri, purtroppo si rischia anche la vita».

Oggi a partire dalle 9, poi alle 16.30 e alle 22 un'ora di assemblea su tutti e tre i turni. Si annuncia una giornata di fuoco. E difatti tra gli operai c'è anche chi contesta i sindacati confederali.