Estorsione all'ex datore di lavoro, il giudice scarcera i due arrestati e impone a uno di loro il divieto di avvicinamento alla vittima, un imprenditore di Ferentino.

Per l'arresto del 5 ottobre, ieri, davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale Antonello Bracaglia Morante sono comparsi i frusinati S.D.U., 42 anni, e D.P., 34, entrambi difesi dall'avvocato Tony Ceccarelli. Sono accusati di concorso nell'estorsione all'imprenditore.

Il primo, ex dipendente, afferma di avere dei crediti (cosa che la vittima nega) e per questo nel tempo gli ha chiesto somme di denaro. Il querelante sostiene di aver sborsato finora circa 5.000 euro. L'ultima dazione, da 100 euro, è avvenuta il 5 sera in casa dell'imprenditore quando S.D.U., armato di un bastone di legno, e accompagnato dall'altro come autista, si è presentato per l'incasso.

Nel frattempo, l'imprenditore aveva provveduto a fotografare i numeri di serie delle banconote così come suggerito dai carabinieri di Ferentino che si erano appostati vicino casa dello stesso. Dopo la consegna del denaro i due si sono messi in auto, ma hanno fatto poca strada e sono stati arrestati.

In auto è stato trovato il bastone di legno mentre le cento euro le aveva l'ex dipendente. L'imprenditore, peraltro, aveva già denunciato in precedenza S.D.U. per cui è già pendente un altro procedimento. Nella nuova querela sono stati prodotti anche i messaggi minatori ricevuti dalla parte offesa.

Dal canto suo, S.D.U. si è difeso sostenendo di vantare un credito di 35.000 euro, motivo per cui, secondo il gip, si rende necessario un ulteriore approfondimento investigativo. Da qui la decisione, nonostante la richiesta di arresti domiciliari del pm, di scarcerare entrambi gli arrestati, imponendo il divieto di avvicinamento al solo S.D.U.