Non ci sarà nessuna squadra di calcio per quest'anno a Sant'Andrea del Garigliano. O meglio: la squadra ci sarà, ma non giocherà e non si allenerà a Sant'Andrea, ma nella vicina Sant'Apollinare. La dirigenza, però, ha l'amaro in bocca e attacca l'amministrazione comunale. È l'ultima querelle che sta dividendo il piccolo centro della valle dei santi. «Dopo decenni di calcio e di "battaglie" infinite sul rettangolo di gioco di Sant'Andrea, quest'an no per la prima volta nella storia locale non ci sarà nessuna squadra dicalcio» affermano con amarezza. Portavoce di tale vuoto e di questa assenza calcistica nel paese, è l'ex allenatore della squadra Gino De Simone che denuncia i motivi della questione, dal suo punto di vista. E fa nomi e cognomi.

«La responsabilità di questo triste epilogo è del vicesindaco Giovanni Rossi (ex sindaco del paese, ndr), come testimonia tutta la dirigenza dell'ex squadra di calcio, è lui che ha chiuso i cancelli del campo sportivo senza avvisare neanche il sindaco Giuseppe Rivera, come lui stesso ha dichiarato alla dirigenza. Durante l'estate – racconta De Simone - i componenti della dirigenza hanno avuto un incontro con l'amministrazione con la presenza del vicesindaco per trovare una soluzione, ma la risposta è stata quella di chiedere un contributo per l'utilizzo del campo consistente in una cifra esorbitante».

La "fotografia" che si può scattare attualmente presso gli impianti sportivi di Sant'Andrea del Garigliano è quella di un campo totalmente abbandonato dove crescono rovi sul rettangolo di gioco, spiegano con amarezza i rappresentanti della squadra: «Un vero peccato per chi ha amato e ama il calcio nel piccolo centro». Il mister De Simone, però, ha voluto fortemente portare avanti la scuola calcio per i bambini di Sant'Andrea e tenerli impegnati in attività sportive. Ci è riuscito grazie all'amministrazione di Sant'Apollinare che ha messo a disposizione il campo: «Così i bambini possono trascorrere insieme il tempo facendo sport e divertendosi».