Un'odissea infinita. All'appello di luglio scorso dei residenti pendolari, è seguito il nulla e i disagi non finiscono.
Sono in difficoltà gli abitanti del tratto di via Casilina nord, km 70.200-300, e del bivio di via Stella Ponte Sant'Antonio (strada che dalla Casilina nord sale verso l'abbazia di Sant'A ntonio Abate) a Ferentino.

Soprattutto le persone più anziane da tempo vivono lo stato di disagio. Non possono recarsi a fare la spesa quotidiana di prima necessità, per paura di essere investiti dai tantissimi veicoli che sfrecciano ad alta velocità in quel rettilineo teatro di tantissimi incidenti stradali. A un centinaio di metri dalle loro case ci sono una serie di esercizi commerciali, ma per raggiungerli mettono a repentaglio la loro vita, senza un marciapiede che li accompagni ai negozi.

Ma peggio ancora è la fermata degli autobus, sia regionali che locali. Ai bordi della carreggiata, sul fossato, c'è una palina cadente col cartello "Fermata Acotral" (dirimpetto idem). Non c'è la pensilina o almeno un basamento di cemento e quando c'è da aspettare i bus quei cittadini si vedono costretti loro malgrado, per non essere travolti dalle auto, ad aspettare dentro il fosso tra erbacce ed acqua e di sera al buio senza un lampione. I residenti ripetono di avere segnalato il problema in passato agli uffici municipali, ma la strada è regionale e sono poco chiare oggi le competenze per la messa in sicurezza del tratto stradale.

L'appello
«Non parliamo di cose impossibili, ma di normali servizi che dovrebbero essere garantiti a noi cittadini – commentano alcuni anziani residenti- Almeno una pensilina per evitare di aspettare gli autobus dentro il fosso. Un marciapiede per potersi recare a fare la spesa senza rischiare di essere investiti e un attraversamento pedonale per portarsi alla fermata dei pullman nel lato opposto. Per persone come noi concludono i cittadini che non guidano più, avere a disposizione dei negozi con prodotti di prima necessità è indispensabile, ma per raggiungerli mettiamo a rischio la nostra vita». Forte, dunque, l'appello agli enti competenti per mettere in sicurezza il tratto.