Carenze igienico-sanitarie nell'alloggio popolare costringono gli assegnatari a rimanere in affitto non potendo di fatto usufruire del diritto alla casa: il consigliere Paolo Castaldi scrive al sindaco, all'assessore competente, al prefetto e alla procura per fare chiarezza sull'assurda vicenda.

Protagonisti i due cepranesi Porcaro e Gravina, quest'ultima con invalidità del 67%, ai quali, nel gennaio scorso, è stato assegnato l'alloggio popolare al sesto piano della palazzina di via Chiusa Grande. I due, che occupavano il secondo posto della graduatoria degli aspiranti a casa popolare, unitamente agli altri tre componenti del nucleo familiare, non sono mai riusciti ad entrare nell'appartamento dove piove e in cui la Asl ha riscontrato gravi carenze igienico-sanitarie.

Di fatto, dalla data del sopralluogo e dalla verifica della mancanza delle condizioni adeguate per potervi vivere, non sono stati eseguiti lavori, per cui gli assegnatari sono rimasti in un appartamento in affitto con aggravi economici. Tutto ciò mentre ad altri aspiranti a un alloggio in posizioni inferiori venivano puntualmente consegnate le chiavi di appartamenti nuovi o recuperati.

«La coppia – scrive Castaldi – è stata invitata dall'amministrazione ad accettare l'assegnazione, pur avendo evidenza della situazione insalubre dell'immobile, da regolare scorrimento della graduatoria, ma a pochissima distanza dall'assegnazione dei ventiquattro alloggi di nuova costruzione assegnati subito dopo. A rendere ancor più incresciosa questa assegnazione sono le patologie della signora Gravina, documentate nella domanda presentata al Comune, che risultano non compatibili con lo stato in cui versa l'appartamento: la signora è affetta da una patologia denominata "broncopneumomatia cronica ostruttiva di Cat. D, con grave deficit respiratorio di tipo ostruttivo" per la quale necessita di continue cure.
Per questo motivo – sottolinea Castaldi – risulta inverosimile l'assegnazione di un appartamento con grossi problemi di umidità e muffe (che di certo contribuiscono ad aggravare la situazione più di quanto non lo sia già) e per giunta non rispondente alle necessità del nucleo familiare composto da cinque persone. Contrario quindi a ogni previsione normativa».

Di qui la segnalazione di Castaldi che chiede a gran voce la risoluzione del problema e la verifica della regolarità delle procedure seguite. A stretto giro risponde il presidente dell'Ater Sergio Cippitelli: «Ci dispiace per quanto accaduto. Mi attiverò immediatamente per cercare di risolvere al più presto il problema».