Bonifica dei tre ecomostri siti sul territorio di Ceprano: a sette mesi dalla notizia dello stanziamento milionario tutto tace. Il 7 marzo 2019 aveva segnato una data epocale per la Valle del Sacco: a Ceprano erano stati assegnati 6.317.856,39 euro per le bonifiche, suddivisi in 4.353.793,45 per le ex industrie Olivieri, 1.170.392,72 per il sito della ex Europress e 793.670,22 per la ex Cartiera.

Tre gli step che erano stati fissati dopo l'ufficializzazione dell'avvenuto finanziamento: entro sei mesi l'affidamento dei piani di caratterizzazione, l'avvio del piano di monitoraggio delle acque e del programma epidemiologico; entro nove mesi l'affidamento e l'esecuzione dei piani di monitoraggio per l'identificazione dello stato reale della contaminazione e poi l'individuazione delle fasi necessarie per gli interventi di bonifica. Ebbene i sei mesi sono abbondantemente trascorsi, ma delle annunciate caratterizzazioni neppure l'ombra. A marzo doveva essere chiusa una pagina di storia locale importante: la battaglia durata cinque anni per vedere riconosciuta l'irrinunciabile azione di bonifica necessaria per restituire prospettive di vita a un territorio avvelenato da ignoti perché di fatto, ad oggi, non si conoscono i responsabili degli interramenti dei rifiuti mortali, ma da allora nulla è stato fatto.

Intanto proseguono gli interminabili processi, le acque dei pozzi permangono inutilizzabili, i cittadini si ammalano e i veleni micidiali nascosti nelle aziende dismesse permangono celati continuando a minare la salute pubblica. Le vere battaglie sono quelle delle azioni, quelle risolutive, la burocrazia e non si sa quali interminabili procedure tipicamente italiane continuano a bloccare le bonifiche intanto il tempo passa, i veleni si diffondono, gli stanziamenti perdono valore e la gente si ammala. Sette mesi fa la strada era tracciata, ma forse è stata abbassata la guardia e dopo gli entusiasmi iniziali le procedure si sono perse nei bui corridoi della burocrazia e la salute pubblica diventa uno pseudo diritto.