Per il prossimo anno la comunità religiosa atinate, e non solo questa, potrà vivere un momento mai accaduto prima: verrà esposta al pubblico la teca che contiene le spoglie di San Marco il Galileo Martire, il santo patrono della città.

La preziosa teca non è stata mai esposta, almeno per quello che gli anziani del paese ricordano, ma ora sotto l'impulso del parroco della cattedrale di Santa Maria Assunta, monsignor Domenico Simeone, le reliquie del patrono torneranno visibili ai fedeli. «Nel 2020 verranno esposte le reliquie di San Marco che comprendono i resti del corpo ora conservato in una teca chiusa in cassaforte», annuncia don Domenico che precisa: «Nella teca è custodito il resto dello scheletro del martire, solo che lo stato di conservazione della teca non è dei migliori, per questo ho incaricato la ditta Serponi di Napoli di effettuare il restauro così da poterla esporre alla vista dei fedeli».

La teca è in legno e metallo rivestita di argento e oro: il tempo ha rovinato la parte lignea e serve una delicata opera di restauro «così da averla pronta per il settembre del 2020», annuncia don Domenico. Oltre la teca con i resti del corpo del santo, in cattedrale è custodita un'altra reliquia del patrono, questa sì visibile ai fedeli: un braccio reliquiario che contiene un dito del santo. È visibile ai fedeli due volte l'anno quando viene portata in processione in occasione della ricorrenza del patrono, il 28 aprile e il primo ottobre.

La reliquia è a forma di braccio con la mano benedicente: il braccio reliquiario in argento fuso inciso è un'opera attribuita a Nicola De Angelis della scuola napoletana ed è databile al 1712 (stesso anno inciso su una croce conservata sempre in cattedrale). Ha un'altezza di 53 centimetri e la base, sorretta da quattro piedini a forma di cherubino, di 16; porta punzonati il bollo dell'argentiere, quello consolare e quello del Regno di Napoli. Si spera ora che al più presto inizi la delicata opera di restauro della teca.