L'autopsia, eseguita dal medico legale, il professor Fabio de Giorgio, è durata quasi cinque ore. Esami approfonditi, iniziati intorno alle 15, dopo il conferimento dell'incarico in procura. Fabrizio sarebbe morto sul colpo, così come ipotizzato in prima battuta grazie anche alla preziosa ricostruzione dei militari, agli ordini del capitano Mastromanno, e dagli ispettori dello Spresal, guidati dal dottor Varone. Verifiche e sopralluoghi durati per quasi 48 ore, per non tralasciare alcun dettaglio.

A provocare il decesso, secondo i primi elementi trapelati, il trauma legato all'urto con il macchinario: uno schiacciamento al collo e alla parte alta del torace. Inutili i soccorsi. Ora tutti i risultati dell'esame autoptico concorreranno a comporre con maggiore precisione il quadro nelle mani della procura. Poche ore dopo, il rilascio della salma.

E la fissazione dei funerali che avranno luogo domani alle 15, nella cattedrale San Bartolomeo di Pontecorvo. Una comunità che si prepara ad accogliere la salma di Fabrizio: lutto cittadino, così come proclamato dal sindaco Anselmo Rotondo con un'apposita delibera di giunta. Bandiere a mezz'asta e negozi chiusi.

Due piani d'indagine, due momenti distinti per scandire un'attività complessa e difficile, non solo sul piano tecnico.
A dettare ieri mattina in procura i ritmi della febbrile attività è stata la dottoressa Valentina Maisto, titolare dell'inchiesta: poco dopo le 11, il conferimento dell'incarico ai consulenti chiamati ad approfondire ogni aspetto legato al funzionamento dei macchinari. Poi, alle 14.30, quello al medico legale chiamato a eseguire l'autopsia sul corpo di Fabrizio Greco, il trentanovenne di Pontecorvo, morto sul colpo nella notte tra lunedì e martedì nel settore presse dello stabilimento Fca di Piedimonte. Per la sua morte, lo ricordiamo, sono stati iscritti nel registro degli indagati – per un'ipotesi di omicidio colposo – cinque nomi: quattro figure dirigenziali e un responsabile della sicurezza.

Si tratta di Raffaele Capaccio, di 46 anni, capo manutenzione; Antonio Colucci, 63 anni, capo centro presse; Cesare Zeppieri, capo unità, di 48 anni; Giovambattista Verrecchia, di 52 anni, responsabile sicurezza; Andrea Masera Cucca, di 46 anni, caporeparto. Gli indagati sono originari di Salerno, Foggia, Venafro, Torino e del Canada, alcuni domiciliati tra Cassino e Piedimonte. Uno dei quattro dirigenti è difeso dagli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola; uno dall'avvocato Donatello D'Onofrio insieme allo studio Anfora di Torino. Gli altri tutti dallo studio Anfora. Mentre la famiglia della vittima si è affidata allo studio Greco.

La macchina si muove
Già alle 12.30 di ieri mattina il primo step degli accertamenti irripetibili: l'accesso agli atti per consentire ai consulenti di prendere in visione tutte le verifiche fatte dalla task force composta dai carabinieri della Compagnia di Cassino agli ordini del capitano Mastromanno e degli ispettori Spresal, guidati dal dottor Varone. Poi la nomina dei consulenti. Per l'approfondimento sui macchinari della zona in cui Fabrizio ha trovato la morte – ovviamente sotto sequestro – sono stati nominati il ctu della procura, nella persona dell'ingegner Mirabelli, e i consulenti delle parti: saranno loro, domani mattina, a varcare ancora una volta l'ingresso 4 per eseguire nuovi accertamenti in grado di rilevare ogni elemento utile a capire se si sia trattato di un malfunzionamento delle macchine, se sia stata rispettata la normativa sul lavoro, se ci possa essere stata una manomissione. O se siano ravvisabili eventuali condotte colpose e, in tal caso, da parte di chi. Per le parti, tra i consulenti, gli ingegneri Pinchera e Fulvio. Alle 14.30, poi, nuovo step: la nomina di un medico legale – il dottor Fabio de Giorgio di Napoli – per eseguire l'autopsia.

di: Carmela Di Domenico